Accesso al mercato per le PMI

06 marzo 2019

È stato raggiunto l’accordo politico tra il Parlamento UE e il Consiglio UE sulla proposta della Commissione UE di istituire una nuova categoria di sede di negoziazione dedicata alle PMI denominata Mercati di Crescita per le PMI (SME Growth Markets).

La proposta della Commissione UE prevede la modifica del Regolamento sugli abusi di mercato e Prospetto e modifiche alla regolamentazione delegata di MiFIDII.

Le variazioni alle norme sugli abusi di mercato mirano a trovare un equilibrio tra la riduzione della burocrazia per le piccole imprese e la salvaguardia dell'integrità del mercato e della protezione degli investitori. Il quadro rivisto crea inoltre un insieme comune di norme sui contratti di liquidità per i mercati di crescita per le PMI in tutti gli Stati membri, lasciando alle autorità nazionali competenti sufficiente flessibilità per adattare le pratiche di mercato alle condizioni locali. Ciò garantirà una liquidità minima e ridurrà la volatilità delle azioni delle PMI.

Le modifiche proposte al regolamento sul prospetto consentiranno agli emittenti dei mercati di crescita per le PMI di produrre un prospetto semplificato in caso di trasferimento a un mercato regolamentato (vale a dire una borsa principale), il che può comportare un notevole risparmio di costi per le PMI in crescita.

L’accordo politico necessita ora di un ulteriore passaggio tecnico presso il Parlamento UE e il Consiglio UE dopo di che potrà entrare in vigore.

Commissione UE: Innovation Fund

26 febbraio 2019

La Commissione UE ha presentato un nuovo piano di investimenti per lo sviluppo di tecnologie sostenibili dal punto di vista ambientale. La dotazione del programma è di 10 miliardi di Euro e i primi bandi per l’accesso ai finanziamenti saranno lanciati dal 2020. Il programma avrà durata decennale.

Innovation Fund

 

Consiglio UE: Low carbon benchmark

25 febbraio 2019

Consiglio UE e Parlamento UE hanno raggiunto un accordo politico per l’istituzione di nuovi benchmark volti a favorire lo sviluppo di investimenti che abbassano le emissioni di carbonio, così come proposto dalla Commissione UE a maggio 2018 con apposite modifiche al Regolamento benchmark (2016/1011).

La proposta istituisce due nuove categorie di indici di riferimento di basse emissioni di carbonio: uno per la transizione climatica e uno che allinea i portafogli di investimento con l'obiettivo dell'accordo di Parigi di limitare l'aumento della temperatura globale a 1,5º al di sopra dei livelli preindustriali. Le due nuove categorie di benchmark puntano a orientare la scelta degli investitori che desiderano adottare una strategia di investimento rispettosa del clima. L'indice di riferimento per la transizione climatica offrirà un'alternativa a basse emissioni di carbonio agli indici di riferimento tradizionali. L'indice di riferimento allineato all'accordo di Parigi comprenderà solo quelle imprese che possono dimostrare di essere in linea con l'obiettivo di un aumento massimo della temperatura globale pari a 1,5º. I nuovi indici sono volti a fornire garanzie supplementari per evitare il greenwashing, ossia che gli investitori vengano ingannati da dichiarazioni fuorvianti o infondate circa i benefici ambientali di un indice di riferimento.

Il Gruppo di esperti sulla finanza sostenibile fornirà alla Commissione UE indicazioni sulle modalità di selezione delle società che possono essere incluse nei nuovi benchmark. Gli esperti consiglieranno la Commissione UE anche sull'opportunità di escludere determinati settori di attività economica dall'indice di riferimento specializzato allineato all'accordo di Parigi.

La Commissione UE proporrà regolamenti delegati per una più dettagliata definizione di tali indici. È stato inoltre concordato di concedere ai fornitori di "indici di riferimento critici" - tassi di interesse quali l'Euribor o l'EONIA - due anni in più (fino al 31 dicembre 2021) per conformarsi ai requisiti previsti dal nuovo regolamento sugli indici di riferimento (Reg. 2016/1011). Data l'importanza cruciale degli indici di riferimento di paesi terzi per le imprese dell'UE, sono stati introdotti due anni supplementari anche per gli indici di riferimento elaborati in paesi extra-UE, in modo da concedere più tempo per lavorare con le autorità di regolamentazione dei paesi extra-UE su come tali indici possano essere riconosciuti come equivalenti o altrimenti avallati per l'uso nell'UE.

L’accordo raggiunto dovrà ora passare al vaglio del Consiglio degli ambasciatori prima dell’approvazione formale da parte del Parlamento UE e del Consiglio UE.

Commissione UE: benchmark low carbon

 

 

Commissione UE: Autorità Europea per il Lavoro

14 febbraio 2019

Si è chiuso il trilogo per l’istituzione della nuova Authority europea, progetto presentato dalla Commissione UE a marzo 2018. L’obiettivo del nuovo organismo sarà quello di favorire la formazione di un mercato unico del lavoro, stimolando un’equa mobilità del fattore lavoro. L’autorità cercherà anche di sviluppare la cooperazione con le autorità nazionali, anche al fine di prevenire abusi e scelte controverse in materia di politiche del lavoro. L’accordo del trilogo dovrà ora passare la vaglio del Consiglio degli ambasciatori UE (COREPER) e dovrà essere formalmente approvato dal Parlamento UE.  

Commissione UE: European Labour Authority