Oltreconfine

Thinking Ahead Institute: Global Pension Assets Study

09 febbraio 2026

Lo studio del Thinking Ahead Institute (WTW) dà conto di come, nel 2025, a livello globale, gli asset pensionistici hanno raggiunto il record di 68.300 miliardi di dollari, con una crescita del 9,6% su base annua. La crescita è trainata principalmente dai fondi a contribuzione definita (DC), che nei sette principali mercati pensionistici mondiali rappresentano ormai il 63% del totale degli asset.

Gli Stati Uniti si confermano il mercato più rilevante (66% del totale), mentre il Canada ha superato per la prima volta il Giappone, diventando il secondo mercato mondiale.

I mercati a prevalenza DC - Australia, USA e Canada - hanno registrato le performance migliori nell'ultimo decennio. Il Regno Unito rappresenta un caso a sé: con una crescita annua pari a 1,4% negli ultimi dieci anni, è scivolato dal secondo al quarto posto nel ranking globale. Il mercato britannico è in piena trasformazione strutturale, con i fondi a prestazione definita in fase di maturazione e riduzione del rischio, mentre quelli DC sono saliti al 40% degli asset (dal 18% nel 2020).

Sul fronte dell'allocazione degli investimenti la quota azionaria è scesa di 9 punti percentuali in vent'anni, attestandosi al 48%, mentre obbligazioni e alternativi sono in leggera crescita.

Global Pension Assets Study 2026


ed inoltre...

ESMA: AI adoption and trends in securities markets: EU evidence

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Cyber risk taxonomies: statistical analysis of cybersecurity risk classifications

22 gennaio 2026

Lo studio (Insurance: Mathematics and Economics, Volume 126, January 2026, 103167) analizza l'efficacia delle classificazioni del rischio cyber nella previsione delle distribuzioni delle perdite, spostando il focus dalla capacità di adattamento ai dati storici alla performance previsionale fuori campione. Attraverso un'analisi a finestra mobile e l'utilizzo di funzioni di scoring pesate per soglia, gli autori confrontano diverse classificazioni comunemente adottate.

I risultati mostrano che le classificazioni tradizionali, orientate a criteri di business, risultano troppo rigide e poco adatte a catturare l'eterogeneità degli eventi cyber. Al contrario, classificazioni dinamiche basate sull'impatto si dimostrano più efficaci nel prevedere le perdite future. Una conclusione rilevante per il settore assicurativo è che le tipologie di rischio cyber hanno una capacità previsionale limitata riguardo alla severità delle perdite, e dovrebbero essere utilizzate dagli attuari principalmente nella modellazione della frequenza degli eventi, non della loro gravità.

Lo studio fornisce indicazioni utili sia per i decision-maker aziendali che per i regolatori, contribuendo allo sviluppo della conoscenza scientifica nel campo della gestione del rischio cyber.

Cyber risk taxonomies: statistical analysis of cybersecurity risk classifications


ed inoltre...

The Broadening Scope of Financial Regulation: Digital Operational Resilience and Cloud Computing

Le scelte di investimento degli aderenti ai fondi pensione: l’esperienza italiana

Indicatori ambientali e valutazione delle obbligazioni verdi