Esma

18 novembre 2022

L’autorità ha avviato una pubblica consultazione relativamente all’utilizzo di appellativi quali “Esg” o “Sostenibilità” nella denominazione dei fondi d’investimento.

I nomi dei fondi sono un potente strumento di marketing e per non fuorviare gli investitori, Esma ritiene che il ricorso a tali denominazioni debba essere supportato in modo sostanziale da prove di caratteristiche o obiettivi di sostenibilità che si riflettano in modo corretto e coerente negli obiettivi e nella politica di investimento del fondo.

Esma punta ad introdurre soglie quantitative minime di investimenti che siano sufficienti a supportare i termini “Esg” o “Sostenibilità” nei nomi dei fondi.

In particolare, la proposta di Esma prevede che se un fondo contiene parole correlate a fattori Esg nel nome, una percentuale minima di almeno l'80% dei suoi investimenti dovrebbe essere utilizzato per soddisfare le caratteristiche ambientali o sociali o gli obiettivi di sostenibilità, conformemente agli elementi vincolanti della strategia d’investimento perseguita, ai sensi di quanto richiesto dagli allegati II e III del Regolamento delegato UE 2022/1288 (atto delegato Sfdr).

Inoltre, se un fondo contiene nel nome la parola "sostenibile" o qualsiasi altro termine derivato dal tale parola, nell’ambito della soglia dell’80% poc’anzi richiamata, almeno il  50% degli attivi dovrebbe essere allocato in investimenti sostenibili, così come definiti all’art. 2(17) Sfdr e rendicontato negli  allegati II e III del Regolamento delegato UE 2022/1288 (atto delegato Sfdr). La consultazione scade il 23 febbraio 2023.

Guidelines on funds’ names using ESG or sustainability-related terms

Regolamento Dora

17 novembre 2022

Si è concluso l’iter legislativo del Regolamento Dora, relativo alla resilienza dell’operatività digitale.

l regolamento entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e si applicherà decorsi 24 mesi dall’entrata in vigore. Tale periodo è necessario all’emanazione dei regolamenti delegati attuativi previsti.

Congiuntamente è stata approvata una direttiva che modifica, tra l’altro, l’art. 21, paragrafo 5, della Direttiva Iorp 2 (Requisiti generali in materia di governance), introducendo il rimando alle previsioni del regolamento Dora. La direttiva concede 24 mesi di tempo agli stati membri per modificare il D. Lgs. 252/2005 (nonché le altre normative settoriali coinvolte) e tali modifiche entreranno in vigore 24 mesi dopo l’entrata in vigore del Regolamento Dora.

Gli IORPs con meno di 15 aderenti sono esclusi dall’ambito di applicazione del Regolamento, che si applica in modo semplificato per quelli con meno di 100 aderenti.    

Testo Regolamento Dora

Testo Direttiva Dora 

Sfdr. Q&A delle ESAs

17 novembre 2022

Le ESAs hanno pubblicato una serie di Q&A per chiarire alcuni aspetti del Regolamento delegato 2022/1288. Tali indicazioni riguardano la definizione del valore degli investimenti ai fini del calcolo dei PAI e delle attività allineate alla Tassonomia, i Pai e la trasparenza per i prodotti finanziari, i prodotti con più opzioni d’investimento e la trasparenza degli investimenti allineati alla tassonomia.

Q&A Regolamento delegato 2022/1288 

Call for Evidence on Greenwashing

15 novembre 2022

Con la consultazione, che fa seguito a una richiesta della Commissione Europea, le ESAs ricercano informazioni su potenziali pratiche di greenwashing nel settore finanziario che possono essere rilevanti per i vari segmenti della catena del valore degli investimenti sostenibili e del ciclo di vita dei prodotti finanziari.

Il questionario si articola in una sezione uguale per tutti i partecipanti (sezioni B-D, pag. 7-23) e in una specifica per ciascun intermediario. La parte rilevante per gli operatori pensionistici è quella denominata “Eiopa” (sezione E, pag.33-36). I commenti potranno essere inviati entro il 10 gennaio 2023.

ESAs Call for evidence on better understanding greenwashing

Parlamento UE: CSRD

10 novembre 2022

Il Parlamento Europeo ha approvato in via definitiva la riforma della direttiva sulla trasparenza in materia di sostenibilità delle imprese.

L’iter legislativo del processo si concluderà con l’approvazione da parte del Consiglio Europeo in calendario per il 28 novembre.

Le nuove regole entreranno in vigore secondo un criterio di progressività legato alla dimensione delle imprese: dal 1° gennaio 2024 imprese con più di 500 dipendenti, già soggette alla direttiva sulla trasparenza non finanziaria, con la prima dichiarazione da pubblicare nel 2025; dal 1° gennaio 2025 imprese con più di 250 dipendenti e/o 40 milioni di fatturato e/o 20 milioni di asset, con la prima reportistica nel 2026; dal 1° gennaio 2026 PMI quotate con la prima dichiarazione da pubblicare nel 2027 (fino al 2028 le PMI beneficiano dell’opzione di opting out).

La direttiva prevede nuovi e rafforzati standard di trasparenza delle performance ambientali e sociali delle imprese. Le dichiarazioni dovranno essere predisposte secondo schemi uniformi, definiti da Efrag. I primi schemi dovrebbero essere adottati dalla Commissione Europea entro giugno 2023.

Corporate Sustainability Disclosure Directive