ESMA: modifiche ai requisiti di clearing presso Controparte Centrale
EMIR 3 riscrive, tra l’altro, i meccanismi per verificare se una controparte finanziaria e non finanziaria è soggetta all’obbligo di clearing presso una controparte centrale e delega ESMA ad aggiornare le soglie per l’obbligo di compensazione previste dal Regolamento delegato (UE) 149/2013.
In base al nuovo metodo di calcolo le controparti finanziarie valutano le proprie posizioni in derivati, sia a livello aggregato (derivati compensati e non) sia limitatamente a quelli non compensati.
Per quanto riguarda l’esposizione aggregata ESMA prevede di mantenere invariata a 3 miliardi di euro la soglia per i derivati sui tassi di interesse e a 1 miliardo quella per i derivati sul credito. Relativamente alle esposizioni non compensate le soglie sono fissate a 2,2 miliardi per i derivati sui tassi di interesse; a 0,8 miliardi per i derivati sul credito; a 0,7 miliardi per i derivati sulle azioni; a 3 miliardi per i derivati sulle valute e a 4 miliardi per i derivati sulle materie prime.
La Commissione Europea dovrà adottare gli RTS che successivamente saranno soggetti all’approvazione del Parlamento e del Consiglio UE.
Commissione Europea: Consultazione sulla Shareholder Rights Directive
La Commissione Europea ha aperto una consultazione per valutare la Direttiva sui Diritti degli Azionisti (SRD).
La consultazione riguarda, tra l’altro, l’efficacia della direttiva, se abbia cioè raggiunto gli obiettivi fissati; l’efficienza, vale a dire i costi e i benefici sopportati dagli stakeholder e l'eventuale necessità di semplificazioni; la rilevanza, se cioè la direttiva abbia risposto alle esigenze e alle aspettative dei portatori di interesse; la coerenza interna del quadro normativo sui diritti degli azionisti e la sua coerenza esterna con altri strumenti dell'UE o internazionali; il valore aggiunto, vale a dire i risultati conseguiti.
La consultazione scadrà il 6 maggio 2026.
Omnibus I
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento delegato (UE) 2026/73 che contiene le modifiche alla regolamentazione di secondo livello della Tassonomia delle attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale (cfr. Regolamento UE 2020/852).
Il provvedimento è parte del pacchetto Omnibus I (che contiene inoltre modifiche alla Direttiva 2022/2464-CSRD- e alla Direttiva 2024/1760-CSDDD) e va a modificare i seguenti testi: Regolamento delegato (UE) 2021/2178, Regolamento delegato UE 2021/2139, Regolamento delegato UE 2023/2486.
Il regolamento delegato (UE) 2026/73 entrerà in vigore il 28 gennaio 2026 e si applica a decorrere dal 1° gennaio 2026. Le imprese possono tuttavia applicare i regolamenti (UE) 2021/2178, (UE) 2021/2139 e (UE) 2023/2486 come applicabili al 31 dicembre 2025 per l’esercizio finanziario avente inizio tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025.
Con riferimento alle modifiche di cui al Regolamento delegato (UE) 2026/73 si segnalano le FAQ della Commissione Europea che chiariscono taluni profili applicativi dei suddetti regolamenti delegati alla luce della proposta Omnibus I.
Nell’ambito di Omnibus I la Commissione Europea ha incaricato l’EFRAG, organo consultivo della Commissione Europea in materia di sostenibilità, di semplificare gli standard di rendicontazione introdotti dal Regolamento delegato (UE) 2023/2772 in attuazione della CSRD. Il 3 dicembre 2025 EFRAG ha inviato alla Commissione Europea le proposte di modifica. La bozza introduce maggiore flessibilità, nuove esenzioni, un’applicazione graduale degli adempimenti, semplificazioni al principio della materialità e alla catena del valore. Le proposte sono ora al vaglio della Commissione Europea cui spetta il compito di adottarle.
Sul medesimo tema si segnala il Regolamento delegato (UE) 2025/1416 che posticipa alcune scadenze previste dal Regolamento delegato (UE) 2023/2772.
Regolamento delegato (UE) 2026/73
Regolamento delegato (UE) 2025/1416
ESAs: Joint Guidelines on environmental, social, and governance (ESG) stress testing
Le Linee Guida sono dirette alle autorità nazionali per consentire l’integrazione dei rischi ESG nelle attività di stress testing a fini di vigilanza.
Eiopa: Stress Test 2025
Sono stati pubblicati i risultati dello stress test sugli IORPs.
La prova ha coinvolto 22 fondi pensione italiani tra negoziali, aperti e preesistenti e ha testato l'esposizione al rischio di liquidità, a fronte di repentini aumenti/diminuzioni nella curva dei tassi, oltre che a oscillazione dei tassi di cambio. Lo scenario “yield curve up” è il più critico: elevate margin call e shock di mercato portano, senza azioni di mitigazione, a un deficit complessivo di 60 mld € e 68 enti in liquidità negativa.
Con l’adozione di misure correttive la liquidità torna a +15 mld, ma 27 enti restano in territorio negativo. Gli asset liquidi complessivi restano solidi.