Artificial Intelligence in Italian Financial Markets
L’OCSE ha pubblicato il Rapporto sulle applicazioni dell’IA nel settore finanziario italiano. Tra i partecipanti allo studio risultano anche 40 fondi pensione. L'IA è sempre più diffusa nel settore finanziario, con una rapida crescita della sperimentazione e dell'adozione, in particolare nell'ambito dell'IA generativa. L'IA è ormai una realtà per il 70% delle assicurazioni e il 59% delle banche e viene usata principalmente per ottimizzare i processi interni, per l’analisi dei dati e per la creazione di testi e sommari. Altri ambiti di utilizzo evidenziati sono quelli del contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo e nella lotta e prevenzione delle frodi, oltre che nei chatbot per l'assistenza dei clienti. Il Rapporto fornisce una mappatura delle applicazioni di IA in uso o in fase di sperimentazione, evidenziando i potenziali benefici in termini di efficienza operativa, miglioramento dei processi decisionali e rafforzamento dei sistemi di gestione dei rischi. Analizza, inoltre, le principali aree di rischio, con particolare riferimento ai profili di governance, alla qualità dei dati, alle dipendenze da fornitori terzi e alla resilienza operativa e cibernetica. Infine, il rapporto delinea alcune indicazioni di policy volte a favorire un'adozione più ampia e sicura dell'IA.
Nella previdenza complementare si registra il tasso di utilizzo più basso rispetto agli altri settori finanziari: solo il 10% dei fondi pensione intervistati impiega tecnologie di IA. Lo scarso utilizzo risiede soprattutto nella dimensione ridotta rispetto agli altri attori considerati. Il ricorso all’IA presuppone interventi significativi, sia dal punto di vista finanziario e tecnologico, sia per quanto riguarda i profili di governance, di risk management e di formazione del personale; essi, tuttavia, mal si conciliano con la ridotta dimensione dei fondi pensione. La pianificazione pensionistica e la raccolta dei contributi risultano essere le aree di impiego prevalenti.
Artificial Intelligence in Italian Financial Markets
ESMA: AI adoption and trends in securities markets: EU evidence
L'articolo analizza l'uso dell'intelligenza artificiale nei mercati mobiliari dell'UE, sulla base di un'indagine condotta nell'estate del 2025.
L'adozione dell'IA risulta ancora parziale e disomogenea, con le imprese più piccole in ritardo rispetto a quelle di maggiore dimensione. Tuttavia, il 70% delle imprese prevede di aumentare gli investimenti tra il 2025 e il 2027. Gli utilizzi si concentrano principalmente su strumenti di back-office generici e a bassa autonomia per aumentare l'efficienza operativa. Le principali preoccupazioni riguardano le vulnerabilità legate ai dati e ai modelli, la cybersecurity e le dipendenze da fornitori terzi.
Gran parte delle imprese utilizza esclusivamente soluzioni cloud commerciali; i modelli impiegati sono prevalentemente sviluppati internamente e in misura minore sono acquistati da fornitori. La concentrazione su pochi fornitori di infrastrutture IA genera dipendenze da terze parti che potrebbero rappresentare un rischio operativo sistemico.
Thinking Ahead Institute: Global Pension Assets Study
Lo studio del Thinking Ahead Institute (WTW) dà conto di come, nel 2025, a livello globale, gli asset pensionistici hanno raggiunto il record di 68.300 miliardi di dollari, con una crescita del 9,6% su base annua. La crescita è trainata principalmente dai fondi a contribuzione definita (DC), che nei sette principali mercati pensionistici mondiali rappresentano ormai il 63% del totale degli asset.
Gli Stati Uniti si confermano il mercato più rilevante (66% del totale), mentre il Canada ha superato per la prima volta il Giappone, diventando il secondo mercato mondiale.
I mercati a prevalenza DC - Australia, USA e Canada - hanno registrato le performance migliori nell'ultimo decennio. Il Regno Unito rappresenta un caso a sé: con una crescita annua pari a 1,4% negli ultimi dieci anni, è scivolato dal secondo al quarto posto nel ranking globale. Il mercato britannico è in piena trasformazione strutturale, con i fondi a prestazione definita in fase di maturazione e riduzione del rischio, mentre quelli DC sono saliti al 40% degli asset (dal 18% nel 2020).
Sul fronte dell'allocazione degli investimenti la quota azionaria è scesa di 9 punti percentuali in vent'anni, attestandosi al 48%, mentre obbligazioni e alternativi sono in leggera crescita.
ESMA: Impact of ESMA Guidelines on the use of ESG or sustainability related terms in fund names
Lo studio analizza l'impatto delle Linee Guida ESMA sull'uso di termini ESG o, più in generale, legati alla sostenibilità, nei nomi dei fondi di investimento dell'UE.
La ricerca non riguarda gli IORPs ma riveste comunque interesse per il settore alla luce della classificazione dei prodotti finanziari sostenibili introdotta nella proposta di revisione della SFDR. Lo studio dà conto di una ampia attività di rebranding: circa due terzi dei fondi hanno cambiato il proprio nome, mentre più della metà ha aggiornato la propria politica di investimento. La maggior parte di questi cambiamenti ha comportato la rimozione totale dei termini ESG, con molti fondi che hanno adottato terminologie alternative come "Screened", "Scored" o "Select".
I fondi con una maggiore esposizione ad attività legate ai combustibili fossili che violano i criteri di esclusione definiti dai Paris aligned benchmark -PAB, cfr. Regolamento UE 2020/1818- sono stati molto più propensi a rimuovere i termini ESG dai loro nomi piuttosto che adeguare la politica d’investimento. Non sorprende che i gestori con sede negli Stati Uniti siano stati più inclini a rinominare i propri fondi rispetto ai gestori europei, riflettendo probabilmente il crescente sentimento anti-ESG negli USA. Va comunque segnalato che i fondi che hanno scelto di mantenere le denominazioni ESG nel nome hanno ridotto la loro quota di partecipazione in combustibili fossili più rapidamente rispetto agli altri fondi, con una diminuzione di oltre il 40% rispetto ai livelli precedenti alla pubblicazione delle linee guida.
Le linee guida ESMA, il cui obiettivo è quello di combattere il greenwashing, stanno quindi centrando il loro obiettivo spingendo i fondi con strategie ESG meno ambiziose a rimuovere tali termini, incoraggiando al contempo quelli più impegnati a migliorare il grado di sostenibilità dei portafogli sottostanti.
Impact of ESMA Guidelines on the use of ESG or sustainability related terms in fund names
OECD: Global Insurance Market Trends 2025
Il rapporto analizza lo stato di salute e le performance del settore assicurativo nel 2024 unitamente agli scenari di rischio di maggiore rilievo per il settore assicurativo.