Consumer protection and the design of the default option of a pan-European pension product

01 febbraio 2018

Lo studio condotto in collaborazione tra l’Università Bocconi e EFAMA si focalizza su quella che dovrebbe essere la migliore soluzione per definire l’opzione di default dei nascenti PEPP. Gli autori concludono che la migliore default option sia quella che preveda il ricorso a una strategia life cycle-data target.

Consumer protection and the design of the default option of a pan-European pension product

Gli investimenti delle famiglie attraverso i prodotti italiani del risparmio gestito

29 novembre 2017

Il lavoro analizza per la prima volta gli investimenti di portafoglio sottostanti i prodotti italiani del risparmio gestito detenuti dalle famiglie italiane nel periodo 2014-2016. Il portafoglio indiretto è risultato composto prevalentemente da titoli di Stato italiani, a fronte di una quota trascurabile delle obbligazioni private e delle azioni italiane. Nel triennio è aumentato il peso delle obbligazioni e delle azioni emesse da intermediari e imprese esteri: a fine 2016 le famiglie italiane investivano indirettamente nelle società non finanziarie francesi e statunitensi più di quanto investissero nelle società non finanziarie italiane. Per effetto della riclassificazione degli investimenti indiretti, aumenta la quota dei titoli di Stato italiani e degli investimenti in titoli di debito e quote di fondi comuni esteri sulla ricchezza finanziaria delle famiglie italiane.

Gli investimenti delle famiglie attraverso i prodotti italiani del risparmio gestito

Do people really want freedom of choice?

30 settembre 2017

Il Wp pubblicato da Netspar (DP 09/2017-016) mostra come a fronte della crescente libertà attribuita agli aderenti dei piani di previdenza complementare in termini di scelte di investimento, contributi, opzioni al pensionamento, non sempre corrisponda un effettivo interesse verso tali opzioni. Le stime su un panel di lavoratori olandesi evidenziano come soltanto la minoranza degli intervistati attribuisca valore alla libertà di scelta, di contro la maggioranza preferirebbe delegare tali scelte ai gestori del piano pensionistico, oppure preferirebbe una opzione mista (avere la libertà di scelta ma al contempo la possibilità di potersene non avvalere - meccanismi di default) o, ancora, è indifferente rispetto alla possibilità di poter esercitare le sue prerogative. I lavoratori più propensi all’utilizzo delle prerogative individuali sono quelli con un basso grado di fiducia nei confronti del fondo pensione. 

Do people really want freedom of choice?

The Making and the Breaking of Trust in Pension Providers

29 settembre 2017

Il Wp pubblicato da Netspar (DP 09/2017-015) evidenzia che la fiducia nei confronti dell’intermediario proponente il Fp   a cui si valuta di aderire (azienda, istituiti da banche e assicurazioni) costituisce uno degli elementi chiave al momento dell’adesione. Le evidenze su un campione di aderenti ai fondi pensione olandesi evidenziano il ruolo centrale di fattori quali la percezione dell’integrità e la correttezza di chi gestisce il piano oltre che delle loro competenze e disponibilità verso gli aderenti. Il livello di fiducia verso i fondi pensione aziendali è più elevato rispetto a quello riposto in quelli istituiti da banche e assicurazioni per via del maggiore grado di integrità percepita degli amministratori dei fondi pensione. Inoltre gli aderenti più istruiti evidenziano un più elevato livello di trust verso i fondi pensione aziendali rispetto ai lavoratori meno istruiti.

The Making and the Breaking of Trust in Pension Providers

Venture Capitalist al lavoro: quali sono gli effetti sulle imprese finanziate?

27 settembre 2017

Il Wp pubblicato dalla Banca d’Italia (n.1131) valuta l’effetto della partecipazione dei venture capitalist privati in un campione rappresentativo di imprese target finanziate in italia dal 2000 al 2014. Le imprese finanziate hanno una crescita più rapida e sono più innovative di quelle del campione di controllo. Esse registrano inoltre un aumento molto più ampio del capitale azionario e una forte riduzione della leva finanziaria, mentre non vi sono differenze significative nei tassi di sopravvivenza. Gli effetti sulla crescita e sull'attività innovativa non sono spiegati esclusivamente dall'incremento del capitale azionario: i risultati permangono quando si restringe il campione di controllo a imprese che hanno aumentato il capitale, ricorrendo ad altri investitori. Ciò suggerisce che gli effetti dei venture capitalist siano legati anche alla loro esperienza manageriale e alla rete di conoscenze. I risultati positivi in termini di crescita e di innovazione sono esclusivamente attribuibili ai VC indipendenti rispetto a quelli di proprietà di banche, assicurazioni, o società finanziarie.

Venture capitalist at work: what are the effects on the firms they finance?