Regno Unito: Pension Scheme Act 2026

29 aprile 2026

 Il Parlamento inglese ha approvato la riforma del sistema pensionistico privato, una tra le più ambiziose degli ultimi anni, concepita per supportare l'economia britannica e aumentare le prestazioni che, secondo le stime del governo, potrebbero crescere fino a £29.000 in più al momento del pensionamento per un lavoratore medio. Le nuove regole puntano a superare la frammentazione del sistema pensionistico privato, spingendo verso la creazione di pochi mega-fondi. Gli schemi di previdenza integrativa dovranno raggiungere almeno 25 miliardi di sterline in gestione entro il 2030 (o essere su quella traiettoria entro il 2035); inoltre viene introdotto un meccanismo automatico per consolidare in un unico conto i piccoli fondi inattivi da almeno 12 mesi con un valore inferiore a 1.000 sterline. Viene introdotto il concetto di Value-for-Money per la valutazione dei fondi pensione DC in base ai costi e alle performance degli investimenti. I fondi con rendimenti sistematicamente insufficienti saranno obbligati a migliorare le loro performance pena il trasferimento dei propri iscritti verso operatori più efficienti. Al governo viene conferita la delega (temporaneamente, fino al 2032) per obbligare i fondi a investire fino al 10% in "asset di crescita", vincolandone il 5% specificamente nel Regno Unito. Novità vengono introdotte anche nella fase di decumulo, con la necessità per gli operatori di proporre un'opzione di rendita di default. 

Il consolidamento riguarderà anche gli schemi pensionistici degli enti locati (Local Government Pension Schemes, LGPS. A marzo 2025 tali enti detenevano asset per oltre 400b. di sterline). La nuova regolamentazione punta a raggruppare gli attivi degli 86 fondi locali in pool di investimento più ampi per ottenere economie di scala, ridurre i costi di gestione e aumentare la capacità di investimento in asset complessi. Le misure incoraggiano i pool a investire fino al 5% degli attivi in progetti di rigenerazione locale e infrastrutture nel Regno Unito. Sebbene la gestione degli investimenti sia delegata ai pool, le decisioni strategiche sull'asset allocation rimangono di competenza dei singoli fondi. Si punta inoltre a una maggiore trasparenza e alla riduzione delle commissioni pagate ai gestori, attraverso una gestione centralizzata e professionale.

Pension Schemes Act 2026 

Linee guida per l’asset pooling dei Local Government Pension Schemes

Artificial Intelligence in Italian Financial Markets

24 aprile 2026

L’OCSE ha pubblicato il Rapporto sulle applicazioni dell’IA nel settore finanziario italiano. Tra i partecipanti allo studio risultano anche 40 fondi pensione. L'IA è sempre più diffusa nel settore finanziario, con una rapida crescita della sperimentazione e dell'adozione, in particolare nell'ambito dell'IA generativa. L'IA è ormai una realtà per il 70% delle assicurazioni e il 59% delle banche e viene usata principalmente per ottimizzare i processi interni, per l’analisi dei dati e per la creazione di testi e sommari. Altri ambiti di utilizzo evidenziati sono quelli del contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo e nella lotta e prevenzione delle frodi, oltre che nei chatbot per l'assistenza dei clienti. Il Rapporto fornisce una mappatura delle applicazioni di IA in uso o in fase di sperimentazione, evidenziando i potenziali benefici in termini di efficienza operativa, miglioramento dei processi decisionali e rafforzamento dei sistemi di gestione dei rischi. Analizza, inoltre, le principali aree di rischio, con particolare riferimento ai profili di governance, alla qualità dei dati, alle dipendenze da fornitori terzi e alla resilienza operativa e cibernetica. Infine, il rapporto delinea alcune indicazioni di policy volte a favorire un'adozione più ampia e sicura dell'IA.

Nella previdenza complementare si registra il tasso di utilizzo più basso rispetto agli altri settori finanziari: solo il 10% dei fondi pensione intervistati impiega tecnologie di IA. Lo scarso utilizzo risiede soprattutto nella dimensione ridotta rispetto agli altri attori considerati. Il ricorso all’IA presuppone interventi significativi, sia dal punto di vista finanziario e tecnologico, sia per quanto riguarda i profili di governance, di risk management e di formazione del personale; essi, tuttavia, mal si conciliano con la ridotta dimensione dei fondi pensione. La pianificazione pensionistica e la raccolta dei contributi risultano essere le aree di impiego prevalenti.

Artificial Intelligence in Italian Financial Markets