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Tavolo Mefop su Appalti: facciamo il punto

04/02/2019 - Evelina Pizzillinessun commento

Come riportato in un precedente post di fine settembre, nei mesi scorsi Mefop ha avviato 4 tavoli di lavoro rivolti alle Casse di previdenza con l’obiettivo di offrire un’occasione di confronto tra le migliori pratiche in relazione alle seguenti tematiche: politica degli investimenti; modello 231, anticorruzione e trasparenza, GDPR; contratti pubblici; previdenza di base, integrativa e complementare.

Con questo articolo, dedicato al Tavolo Contratti pubblici, prende il via una rassegna attraverso cui, ripercorrendo le finalità di ciascun tavolo, daremo altresì conto dei primi esiti e spunti emersi nel corso degli incontri sinora svolti e di come i gruppi di lavoro stiano procedendo operativamente.

Nel corso del primo incontro, svoltosi sotto il coordinamento scientifico dell’Avv. Samuel Bardelloni, esperto in materia di appalti, i partecipanti hanno condiviso l’importanza di avviare un momento di analisi sullo stato dell’arte delle procedure di approvvigionamento dei rispettivi enti visto il mutamento di assetto, più o meno prossimo, che riguarderà le Casse in veste di stazioni appaltanti. In particolare, con specifico riferimento alla sperimentazione di nuove forme di aggregazione della committenza (in passato ipotizzate anche dall’Adepp), è emerso come le stesse potranno rendersi necessarie successivamente alla approvazione definitiva dello schema di d.p.c.m. redatto dal MIT per la definizione dei requisiti tecnico-organizzativi necessari a conseguire l’iscrizione all’elenco delle stazioni appaltanti qualificate (di cui all’art. 38, co. 2, del d.lgs. 50/2016 s.m.i., c.d. codice dei contratti pubblici), in difetto della quale nessuna stazione appaltante potrà bandire gare (e ottenere il relativo CIG dall’Anac) per l’affidamento di appalti di servizi e forniture d’importo superiore a 40.000 euro (per i lavori la soglia è di 150.000 euro).

La definizione di regole chiare e certe per il momento resta comunque ancora lontana, se non altro perché l’8ª Commissione del Senato ha deliberato, il 30 ottobre 2018, il calendario delle audizioni per l’indagine conoscitiva sull’applicazione del codice dei contratti pubblici, cui parteciperanno, tra gli altri, anche i rappresentanti degli Ordini professionali degli ingegneri, architetti, geometri, avvocati, commercialisti ed esperti contabili. All’esito di tali audizioni verrà redatta una relazione conclusiva dell’indagine conoscitiva, a seguito della quale il Governo potrà presentare le proposte di modifica al codice dei contratti ritenute opportune che, invero, già preannunciate per la fine del 2018, sono state ribadite dalla Legge di Bilancio 2019.

Nel frattempo, sulla base di quanto illustrato nello schema di d.p.c.m. redatto dal MIT per la qualificazione obbligatoria delle stazioni appaltanti, il Tavolo di lavoro istituito da Mefop ha predisposto un “Questionario per le casse previdenziali private ai fini della verifica dei requisiti tecnico-organizzativi funzionali alla qualificazione di cui all’art. 38 del d.lgs. 50/2016 s.m.i.”, con lo scopo di conoscere le dotazioni tecnico-organizzative dei singoli enti nonché la natura e l’entità delle singole procedure negoziali che nel corso degli ultimi anni si sono rese necessarie per soddisfare i fabbisogni delle medesime casse. L’intenzione è quella di conoscere e condividere le esperienze e le peculiarità dei singoli enti al fine di mettere a fattore comune le virtuosità dei singoli e verificare con congruo anticipo l’opportunità e/o necessità di creare future sinergie idonee a conseguire le qualificazioni previste come necessarie dal legislatore  per evitare, nel prossimo futuro, di rimanere sottoposti ad un obbligo di acquisto centralizzato generalizzato, presso Consip o altre centrali di acquisto qualificate, senza alcun margine di autonomia.

Il Tavolo ha finora visto la partecipazione attiva di numerose casse, le quali hanno provveduto a compilare il questionario necessario a verificare la sussistenza dei requisiti previsti dallo schema di d.p.c.m. per ottenere la suddetta qualificazione di stazione appaltante. Al di là dell’esame dei dati finora parzialmente forniti, il risultato ottenuto è senz’altro significativo e importante, se non altro perché rappresenta il presupposto necessario per verificare la volontà e la fattibilità di sinergie future volte alla creazione di una centrale unica di acquisto delle casse professionali, capace di sommare le forze dei singoli enti per conseguire la qualificazione prescritta dal legislatore e svolgere le procedure negoziali in nome e per conto delle casse che ne vorranno beneficiare. In questa ottica, anche al fine di contribuire alla realizzazione dei citati obiettivi, che certamente possono essere superati anche mediante la razionalizzazione della spesa, migliorando la qualità degli acquisti e riducendo i costi unitari nonché rendendo più rapide ed efficienti le procedure pubbliche di approvvigionamento mediante la centralizzazione degli acquisti, non può che essere auspicabile la fattiva partecipazione di tutti i soggetti interessati, i quali possono contribuire all’analisi dello stato di fatto in cui versa l’arcipelago delle casse previdenziali, mediante la semplice redazione del questionario conoscitivo citato.

L’auspicio è dunque quello di raccogliere quante più informazioni possibili dalla maggioranza degli enti coinvolti, per poi successivamente sintetizzarle in un documento unico, da sottoporre alla valutazione di tutti i soggetti che sono interessati ad avviare un confronto reciproco sulle migliori strategie da adottare per il futuro, non potendosi trascurare, d’altro canto, che l’affidamento di determinati servizi riveste un ruolo centrale e strategico nell’ambito dell’autonomia decisionale di ciascuna cassa.

 

 

Categorie: Casse di previdenza Temi: Giurisprudenza
  • Evelina Pizzilli

    In Mefop dal 2006. Laureata in Giurisprudenza, si occupa di consulenza legale e formazione. È responsabile del coordinamento editoriale delle riviste Osservatorio Giuridico e Newscasse.

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