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#OttobreEdufin2019 Il mese dell'educazione finanziaria

07/10/2019 - Roberto Bassonessun commento

Dall’1 al 31 ottobre si svolge la seconda edizione del Mese dell’educazione finanziaria, manifestazione organizzata dal Comitato per il coordinamento e la programmazione delle attività di educazione finanziaria. Il successo della prima, sperimentale edizione del 2018 sembra destinato ad essere surclassato da quella corrente, per la quale il Comitato ha annunciato quasi il doppio delle iniziative, da 300 a circa 600. Si tratta di uno sforzo di sollecitazione di nuove azioni di sensibilizzazione e di educazione alle pratiche di gestione consapevole delle proprie risorse economiche, del consumo e del risparmio, da concentrare con altre già programmate nel periodo per creare una massa critica capace di attirare l’attenzione dei media e lo sguardo dei consumatori/risparmiatori italiani.

L’urgenza di questo sforzo è testimoniata dalle numerose indagini di intermediari finanziari e istituzioni pubbliche, che collocano l’Italia nelle ultime posizioni delle graduatorie sul grado di educazione all’impiego consapevole delle risorse economiche e alla pianificazione finanziaria individuale e familiare: la percentuale di concittadini in grado di rispondere correttamente ai test di verifica di alcune competenze elementari, indispensabili a una gestione corretta delle proprie risorse, è molto più bassa che nella maggior parte dei paesi comparabili.

La sesta edizione dell’indagine Mefop, realizzata nello scorso mese di febbraio con un campione rappresentativo di lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti nei settori pubblico e privato, aderenti e non aderenti all’offerta di diversi servizi di welfare, ha fornito nuovi dati d’opinione relativi allo stato delle competenze tra i ceti produttivi. Il 40 percento degli intervistati si sente poco o per nulla preparato a compiere scelte consapevoli di pianificazione finanziaria personale, in una quota analoga si reputano abbastanza preparati e il 20 percento addirittura molto preparati. Il contrasto tra queste valutazioni personali e quelle ricavate dalla somministrazione di test suggerisce che siamo in presenza di una diffusa overconfidence, ovvero una fiducia eccessiva nelle proprie capacità di scegliere consapevoli dei rischi e delle opportunità. Tuttavia, i dati dell’indagine segnalano anche che il grado dichiarato di preparazione è direttamente proporzionale alla propensione a sottoscrivere una forma di previdenza complementare o una polizza sanitaria integrativa, mentre la disattenzione nei confronti della previdenza e del trasferimento del rischio è molto più alta (intorno al 50 percento) tra coloro che ammettono di essere poco o per nulla preparati.

Il Mese dell’educazione finanziaria è un’ottima occasione per riflettere sul ruolo che gli operatori attivi nel campo del welfare possono avere per contribuire al progresso del paese attraverso un contributo alla crescita delle competenze dei lavoratori, i quali sono anche clienti o potenziali clienti e sottoscrittori di servizi e prodotti. Un impegno divulgativo sarebbe certamente apprezzato da tutti gli attori istituzionali e sociali che stanno promuovendo la diffusione delle competenze finanziarie, e alla lunga potrebbe incidere favorevolmente sul numero di lavoratori propensi a ricorrere a servizi e prodotti di welfare. Ma è certamente un pungolo a ragionare sulla capacità di informare in modo chiaro e trasparente gli iscritti ai fondi, alla luce degli obblighi e delle indicazioni introdotti dalla direttiva Iorp II.

Questa direttiva, recepita nell’ordinamento italiano con modeste modifiche al decreto legislativo 252/2005, fornisce un’ occasione per ripensare la comunicazione con l’iscritto che non sia basata sul principio dell’adempimento da parte del fondo bensì su quello della soddisfazione del lavoratore, che dipende dalla comprensione delle prestazioni e delle performance.

Il Mese Edufin 2019 può allora diventare anche un modo per assegnare un obiettivo alla propria organizzazione: 31 giorni per soffermarsi sulla qualità delle proprie comunicazioni, sulla comprensibilità dei testi, sulla chiarezza delle informazioni, sulla esaustività dei dati forniti. Un intervento che i vertici societari e i dirigenti apicali non possono delegare: il successo dipende dai dettagli, e coloro che sono alla guida di un fondo devono prestare attenzione a quei particolari che possono determinare la soddisfazione ovvero la frustrazione dell’iscritto. A partire dal “Prospetto delle prestazioni pensionistiche”.

Le nuove istruzioni Covip saranno in vigore verosimilmente dal 2020 ma non è mai troppo presto per intraprendere una iniziativa capace di dare a clienti e iscritti un segno tangibile di cura e rispetto, attraverso un rinnovato e più chiaro modo di informarli.

 

PER APPROFONDIRE

Roberto Basso sarà tra i relatori del seminario Mefop del 22 ottobre organizzato in occasione del Mese dell'Educazione Finanziaria: Comunicare, divulgare, ma prima ancora educare. Presente e futuro della cultura del welfare
 

Categorie: Fondi pensione Temi: Comunicazione, Previdenza per tutti
  • Roberto Basso

    Consulente per le strategie di comunicazione. Membro del Comitato EduFin

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