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L’intelligenza artificiale entra negli enti di welfare: cosa ci dicono i dati

Luca Di Gialleonardo
07 aprile 2026
TEMI MEFOP
  • Organizzazione e Comunicazione
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  • Fondi pensione

A inizio marzo 2026 Mefop ha avviato la seconda edizione della survey "L'Intelligenza Artificiale al servizio degli enti di welfare", somministrando un questionario a fondi pensione, fondi sanitari e casse di previdenza per capire a che punto è l’adozione dell’intelligenza artificiale (IA) nel welfare complementare italiano. Hanno risposto 75 enti — un campione significativo, composto per il 52% da fondi pensione, il 36% da fondi sanitari e il 12% da casse di previdenza.

Rispetto alla rilevazione del 2025, il dato più rilevante è che l’IA non è più un tema ancora poco esplorato: il 43% degli enti dichiara di utilizzare già strumenti di intelligenza artificiale, un altro 23% sta valutando come farlo e un ulteriore 15% ha deciso di muoversi nel prossimo futuro. In totale, l’80% del campione si colloca lungo un percorso di avvicinamento all’IA.

Enti di welfare e AI: Utilizzo attuale

In particolare, la preferenza degli enti è rivolta soprattutto verso attività operative. In testa ci sono i servizi agli iscritti (27 enti) e la verbalizzazione di riunioni e CdA (23), seguiti dall’analisi documentale (17). L’utilizzo si concentra sulle attività che offrono un ritorno immediato in termini di tempo e precisione, mentre le applicazioni più strategiche — gestione finanziaria, campagne di adesione — restano per ora minoritarie.

Sul fronte degli strumenti dominano i modelli generalisti: Microsoft Copilot (20 enti) e ChatGPT (19) sono i più diffusi, seguiti da Gemini (12) e Claude (7). La scelta ricade ancora sulle piattaforme più conosciute (come ChatGPT che per molti è l’unico strumento di IA conosciuto) o integrate negli ambienti di lavoro già in uso (come Copilot, integrato nella suite per ufficio più utilizzata), piuttosto che su soluzioni verticali pensate per il settore.

Chi utilizza l’IA indica tra i problemi più importanti la bassa precisione delle risposte generate (13 enti), seguito dall’assenza di linee guida interne (8). Sette enti, peraltro, dichiarano di non aver incontrato alcuna difficoltà.

Guardando ai rischi percepiti dall’intero campione, i timori principali si concentrano su due temi: errori e bias algoritmici (52 enti) e sicurezza dei dati e privacy (50). Numeri che raccontano una consapevolezza diffusa, comprensibile in un settore che tratta dati sensibili come quelli previdenziali e sanitari.

Enti di welfare e AI: Rischi percepiti

Le opportunità che gli enti associano all’IA sono chiare e convergenti: efficienza e riduzione dei costi (57 enti), miglioramento della qualità del servizio (47) e analisi predittiva (30). Tra le aree dove l’IA potrebbe incidere di più, l’automazione dei processi ripetitivi raccoglie il consenso più ampio (59 enti), seguita dalla produzione di contenuti (43), dalle analisi avanzate (35) e dalla personalizzazione delle comunicazioni agli iscritti (33). Gli enti cercano di ridurre il peso della burocrazia, migliorando al contempo la capacità di analisi e producendo una comunicazione più mirata.

Enti di welfare e AI: Opportunità percepite

Dal questionario alla formazione: il percorso PrevIA

I risultati dell’indagine confermano la crescita dell’interesse verso l’IA e la volontà di sperimentare, ma anche la consapevolezza che si sta utilizzando uno strumento molto potente, ma non privo di criticità. Non basta attivare un chatbot: bisogna sapere come integrare l’IA nei processi, come gestire i rischi legati alla privacy e alla qualità dei dati, come orientarsi tra normativa — IA Act e GDPR — e opportunità operative. Poter analizzare la documentazione e ottenere rapidamente i punti fondamentali o un report dettagliato è un valido aumento di efficienza, ma come farlo senza correre il rischio di divulgare all’esterno dell’ente informazioni che dovrebbero restare private?

È con questo obiettivo che il 15 aprile riparte PrevIA, il corso di alta specializzazione Mefop dedicato all’intelligenza artificiale per gli enti del welfare privato. Dodici moduli in aula virtuale, da aprile a luglio, pensati per chi negli enti si occupa di gestione, comunicazione e processi e vuole acquisire competenze pratiche: dalla progettazione di assistenti IA all’automazione documentale, dalla protezione dei dati alla creazione di applicazioni senza scrivere codice.

Il programma completo e le modalità di iscrizione, aperte fino all'8 aprile, sono disponibili qui.

 

Luca Di Gialleonardo

In Mefop dal 2002. Laureato con lode in Economia delle Istituzioni e dei Mercati Finanziari. Si occupa di analisi quantitativa e segue i progetti informatici per i fondi pensione.