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Il 2022 delle casse di previdenza: un anno in chiaroscuro

Antonello Motroni
06 novembre 2023
TEMI MEFOP
  • Gestione delle risorse
DESTINATARI
  • Casse di previdenza

Lo scorso 26 ottobre è stato reso pubblico da Covip il Quadro di sintesi per l’anno 2022 delle politiche d’investimento delle Casse di previdenza.

Le difficoltà geopolitiche ed economico finanziarie hanno influenzato in modo significativo anche i risultati degli enti, con il totale degli attivi che, a valori di mercato, si è attestato a 103,765 miliardi di euro, in diminuzione del 3,8% rispetto al 2022. Negli ultimi 11 anni, comunque, il valore degli attivi si è quasi raddoppiato, passando da 55,708 a 103,765 miliardi (+86,3%, tasso di crescita medio annuo pari a 5,8%).

Analizzando le dimensioni patrimoniali degli enti emergono ancora una volta differenze consistenti, i primi cinque enti (Enpam, Cassa Forense, Inarcassa, Cassa Dottori Commercialisti, Fondazione Enasarco) detengono infatti ¾ degli attivi complessivi. Tale tendenza non è certamente nuova e non è sorprendente risentendo, tra l’altro, della dimensione delle rispettive professioni e delle dinamiche reddituali oltre che della redditività degli investimenti. Va rilevato tuttavia che il divario tende ad ampliarsi: tra il 2011 e il 2022 l’incidenza degli attivi detenuti dai primi cinque enti è cresciuta di circa 7 punti percentuali, passando dal 68,6% al 75,3%.

Oltre la metà delle attività (53,3%, pari a 55,249 miliardi) è allocata in Oicr; in particolare, gli Oicvm rappresentano la principale classe di attivo in cui sono allocate le risorse in gestione (30,252 miliardi, 29,2%). La quota di impieghi in fondi non armonizzati ammonta a circa 25 miliardi (24,1%), per oltre la metà (14,6%) detenuta tramite fondi immobiliari. La percentuale di attivi allocata in fondi di private equity e private debt è pari a 5,183 miliardi (5,0%), in aumento del 28,6% rispetto al 2021. L’investimento immobiliare diretto si contrae ulteriormente, attestandosi a 2,744 miliardi (-25,4% rispetto al 2021).

Le politiche d’investimento attuate negli ultimi anni hanno diluito il peso della componente immobiliare. Se in valori assoluti il valore dell’investimento si mantiene sostanzialmente stabile (era pari a 19,556 miliardi nel 2013, è pari a 18,471 nel 2022, nel frattempo non è più considerato l’Inpgi-Gestione sostitutiva dell’AGO), l’incidenza sul totale degli attivi è passata dal 29,8% al 17,8% (i dati assommano gli immobili in gestione diretta e quelli detenuti per il tramite di fondi e società immobiliari).   

Poco meno del 40% degli attivi è allocato in strumenti di debito (37,468 miliardi, 36,1%; il dato considera sia l’esposizione diretta in titoli di stato e corporate, sia quella sottostante gli Oicvm). L’investimento azionario complessivo è pari a 18,141 miliardi (17,5%), anche in questo caso si conteggia sia l’esposizione diretta, sia quella tramite Oicr armonizzati.

 

Antonello Motroni
Mefop

In Mefop dal 2006. Laureato in Economia e Commercio, si occupa di analisi economica e finanziaria ed è co-responsabile della gestione di Previ|DATA. Si occupa dei profili comunitari della previdenza integrativa.