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Autonomia differenziata: quali novità per fondi pensione e fondi sanitari

17 luglio 2026

L'Aula del Senato ha approvato, il 16 luglio 2026, le quattro risoluzioni sugli schemi di intesa preliminare in materia di autonomia differenziata tra il Governo e le Regioni Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria.

Per ciascuna Regione risultano approvati due distinti schemi di intesa: un primo schema attribuisce ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nelle materie protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa; un secondo e distinto schema riguarda la materia tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica, trattata separatamente in quanto correlata ai livelli essenziali di assistenza (LEA).

Per il settore della previdenza complementare, gli schemi di intesa prevedono che la Regione possa promuovere, fermo restando quanto disposto dal decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, forme di previdenza complementare e integrativa su base regionale, anche attraverso la stipula di convenzioni con fondi pensione già esistenti, disciplinando esclusivamente il funzionamento operativo e organizzativo. Alla Regione spetta inoltre la rappresentanza negoziale per la stipula dei contratti o accordi collettivi volti all'adesione ai fondi pensione a livello regionale, limitatamente al personale dipendente da Regione, enti pubblici regionali, enti locali del territorio e Sistema sanitario regionale.

Per il settore sanitario, gli schemi di intesa prevedono la possibilità per la Regione di istituire e gestire fondi sanitari integrativi, previa iscrizione degli stessi nell'Anagrafe nazionale dei fondi sanitari, ferma restando in ogni caso la garanzia dei LEA e degli standard nazionali.

Si tratta, in entrambi i casi, di un primo passaggio procedurale: le risoluzioni approvate dal Senato costituiscono l'atto di indirizzo previsto dall'articolo 2, comma 4, della legge n. 86 del 2024, che le Camere sono chiamate a esprimere sullo schema di intesa preliminare, dopo l'acquisizione del parere della Conferenza unificata. Completato l'esame da parte della Camera, il Governo e le Regioni dovranno procedere alla predisposizione degli schemi di intesa definitivi, che il Consiglio dei ministri dovrà tradurre in altrettanti disegni di legge da sottoporre nuovamente al voto di entrambi i rami del Parlamento, con approvazione a maggioranza assoluta dei componenti, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione.

Mefop segue con attenzione l'evoluzione dell'iter, in particolare per i profili di interesse diretto per i fondi pensione e i fondi sanitari soci, e fornirà tempestivi aggiornamenti non appena si registreranno ulteriori sviluppi, a partire dal passaggio alla Camera atteso nei prossimi giorni.
 

Si ringrazia NOMOS Centro Studi Parlamentari per il supporto nel monitoraggio normativo e degli iter parlamentari.