Novità
Disponibile la proposta di risoluzione conclusiva dell'indagine conoscitiva della "Commissione Zaffini" sulle forme integrative di previdenza e di assistenza sanitaria
Il senatore Francesco Zaffini, presidente della 10ª Commissione permanente del Senato (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), ha presentato la proposta di risoluzione a conclusione dell'indagine conoscitiva sulle forme integrative di previdenza e di assistenza sanitaria, il cui atto conclusivo è stata l'audizione del Ministro della Salute Orazio Schillaci, tenutasi il 25 giugno 2026. Il testo della risoluzione dovrà ora essere discusso e votato in Commissione. Si tratta di un atto di mero indirizzo: impegna il Governo su una linea di intervento, ma la sua effettiva traduzione in proposte normative resta da definire nei tempi e nei contenuti.
Ecco le principali risultanze dell'indagine:
- solo il 24% della popolazione italiana è coperto da sanità integrativa, contro una media UE del 75%; il contributo medio per beneficiario si attesta intorno ai 190 euro, contro i 260 euro della media europea;
- a beneficiarne sono soprattutto lavoratori dipendenti e contribuenti a reddito medio-alto, mentre le categorie più fragili (pensionati, disoccupati, lavoratori precari) restano ai margini — i pensionati rappresentano solo il 3% degli iscritti ai fondi sanitari, pur essendo la fascia con il maggior bisogno di cure;
- nel 2022 la spesa sanitaria privata ha superato i livelli pre-Covid, raggiungendo 41,5 miliardi di euro (+0,8% sul 2021); considerando anche la spesa socioassistenziale, la spesa "di tasca propria" dei cittadini si aggirerebbe intorno ai 70 miliardi di euro, di cui solo 5 miliardi di natura intermediata.
La risoluzione impegna l'Esecutivo a:
- avviare una riforma della sanità integrativa che accresca l'intermediazione collettiva della spesa privata, rendendola meglio programmata, regolata e vigilata;
- impostare la riforma affinché la sanità integrativa resti strumento di integrazione "con e del" SSN, senza intaccarne i principi fondamentali (a partire dall'universalità);
- potenziare l'assistenza sanitaria complementare in chiave di sussidiarietà e "integrazione di sistema" a supporto del SSN;
- valorizzare il principio di sussidiarietà, spostando l'asse dalla cura alla prevenzione e al benessere della persona;
- estendere il secondo pilastro sanitario, con l'obiettivo tendenziale di un raddoppio degli iscritti (da 15 a circa 30 milioni), attraverso: contrasto all'elusione contributiva (oggi solo il 55% dei lavoratori privati è coperto) e possibile contitolarità dei fondi nel recupero dei contributi omessi; estensione dei piani sanitari ai nuclei familiari e mantenimento della copertura durante la quiescenza; sviluppo della copertura anche per il pubblico impiego;
- procedere a una revisione regolatoria del modello dei fondi, tramite: un testo unico che riordini una normativa oggi frammentata; il rafforzamento degli strumenti di monitoraggio (Osservatorio) e vigilanza (Anagrafe) presso il Ministero della Salute, con maggior coordinamento tra Ministero, IVASS e Agenas; tavoli di confronto strutturato con gli operatori del settore; una revisione delle tipologie di fondi che favorisca l'integrazione tra primo e secondo pilastro;
- accompagnare la riforma con una valutazione della "convenienza sociale", per verificare se i vantaggi fiscali riconosciuti alla sanità integrativa producano benefici superiori rispetto all'impiego delle stesse risorse nella fiscalità generale.