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Mandati di gestione e Brexit: la risposta del MEF

04/03/2019 - Paolo Pellegrininessun commento

Con l’approssimarsi della scadenza del 30 marzo molti operatori si interrogano circa la sorte delle convenzioni e dei rapporti con operatori UK.

Cosa accadrà in caso di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea senza accordo?

L’aspetto principale, naturalmente, riguarda i mandati in essere verso gestori UK, ma anche investimenti in Oicr basati in UK o gestiti da operatori britannici.

In linea generale, una volta uscito dall’Unione Europea il Regno Unito dovrebbe trovarsi in una situazione analoga a quella degli altri Stati extracomunitari, a meno che gli accordi per la Brexit non prevedano un diverso status. È proprio la mancanza di accordi a destare preoccupazione.

L’uscita con no deal, in effetti, rischia di comportare drastiche conseguenze, venendo meno improvvisamente le autorizzazioni ad operare sul territorio dell’Unione Europea.

Inoltre, la eventuale decadenza dall’autorizzazione avrebbe effetti sui mandati in essere e impedirebbe anche di avere un operatore UK come gestore subdelegato. Come noto, infatti, con la risposta a quesito Covip del novembre 2008 in materia di deleghe di gestione si è precisato che anche l'eventuale gestore subdelegato deve avere i requisiti prescritti dall'art. 6, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 252/05 per il gestore delegato.

In questa eventualità, per poter avere dei mandati diretti – o anche solo per poter avere la delega da un gestore delegato di un fondo pensione – l’operatore UK dovrebbe ottenere un’autonoma nuova e specifica autorizzazione all'esercizio in Italia del servizio di gestione di portafogli (che, ai sensi dell'art. 28 TUF, è ammissibile anche il regime di libera prestazione di servizi se il servizio è rivolto a sole controparti qualificate o investitori professionali).

Pone soluzione a questa situazione di incertezza il Comunicato stampa del Ministero dell'Economia e delle Finanze n. 15 del 24 gennaio 2019 che illustra le misure necessarie per garantire la piena continuità dei mercati e degli intermediari in caso di recesso del Regno Unito dall’Unione Europea senza accordo.

In particolare, con l’obiettivo di assicurare la stabilità finanziaria, l’integrità e la continuità operativa di mercati e intermediari nonché la tutela di depositanti, investitori e clientela in generale, si preannuncia un decreto legge che istituirà un periodo transitorio. Durante tale periodo transitorio gli intermediari – siano essi bancari, finanziari o assicurativi (anche se operanti nel campo della previdenza complementare) – potranno continuare ad operare secondo la normativa attuale.

Per ciò che concerne i mandati di gestione, dunque, si potrà valutare di mantenere il rapporto con il gestore UK secondo le regole in vigore oggi, rinviando a un secondo momento la decisione circa l’assetto definitivo, anche alla luce degli esiti futuri della negoziazione inerente la Brexit.

Analogamente, per quanto riguarda gli investimenti dei fondi pensione in Oicr del Regno Unito, si preannuncia la possibilità di continuare a detenere tali strumenti nel periodo transitorio.

 

 

Categorie: Fondi pensione Temi: Internazionale

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