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La Covip fa il punto sugli investimenti delle Casse di previdenza

04/11/2019 - Antonello Motroninessun commento

La Covip ha pubblicato il report per l’anno 2018 sulla vigilanza degli investimenti delle risorse finanziarie e sulla composizione del patrimonio delle Casse di previdenza, ai sensi di quanto previsto dall’art. 14 co. 1 del d.l. 98/2011.

L’autority apre le sue considerazioni constatando che, a distanza di otto anni dall’emanazione del suddetto decreto, il progetto di riforma ivi delineato non è ancora stato pienamente attuato; gli enti di previdenza dei liberi professionisti sono rimasti l’unico investitore istituzionale sprovvisto di una regolamentazione in materia di investimenti. Il solco con gli schemi di previdenza integrativa è destinato ad approfondirsi, anche in considerazione del recepimento della direttiva Iorp2 che ridisegna il governo e la gestione dei rischi dei fondi pensione.

La Covip sottolinea l’opportunità di una revisione del sistema di vigilanza stabilito dal d.lgs. 509/1994. Oggi l’attività dei ministeri vigilanti si sostanzia essenzialmente nella repressione delle violazioni di legge che, nei casi più gravi, può sfociare nella nomina di un commissario. Secondo la Covip tale approccio andrebbe mantenuto soltanto per le violazioni di maggiore gravità che necessitano di una forte discontinuità gestionale, mentre, dovrebbe essere completato con l’introduzione di interventi più graduali, che tendano a prevenire le eventuali inefficienze nell’investimento del patrimonio.

Per quanto riguarda gli assetti regolamentari e organizzativi in materia d’investimento, ancora una volta, la Covip evidenzia come, a fronte della buona volontà degli Enti di avviare autonomamente un percorso di adeguamento alle previsioni del d.l. 98/2011, i risultati che ne sono scaturiti fanno emergere assetti regolamentari e documentali disomogenei, talvolta rivolti ad aspetti procedurali e organizzativi o a specifici profili della politica d’investimento; non mancano, inoltre, duplicazioni documentali. Ancora una volta Covip richiama l’utilità di racchiudere gli elementi peculiari della politica d’investimento delle Casse di previdenza in un apposito elaborato, scevro dei profili organizzativi e procedurali.

Dal report emerge come gli attivi abbiano superato la soglia degli 87 miliardi di Euro (+1,7% rispetto al 2017); essi risultano molto concentrati, con le prime tre casse che detengono il 54% degli attivi e le prime cinque oltre i 2/3. Salvo alcune eccezioni, tutte le Casse presentano un saldo attivo della gestione previdenziale.

Anche nel 2018 è proseguita la trasformazione dell’investimento immobiliare che rappresentava ancora, comunque, la principale classe di attivo in cui erano allocate le risorse degli Enti (19,7 miliardi di Euro, 22,7% del totale degli attivi). Tale componente risulta ormai per lo più investita attraverso fondi immobiliari (14,3 miliardi di Euro, 16,5% degli attivi) e la quota detenuta direttamente si è ridotta a 4,8 miliardi di Euro (5,6% del totale degli attivi, -5,5% rispetto al 2017). Il patrimonio immobiliare risulta scarsamente diversificato rispetto all’area geografica essendo concentrato soprattutto nella città di Roma e, in misura minore, a Milano; la componente estera è limitata agli investimenti in Oicr immobiliari ma risulta comunque limitata, inferiore al 10%. La destinazione d’uso prevalente per gli immobili detenuti direttamente è quella residenziale (41,5%), di contro, per quelli investiti attraverso gli Oicr, la destinazione ad uffici è quella prevalente (50%).

Investimento immobiliare casse di previdenza 2018 Relazione Covip

La componente immobiliare dei portafogli costituisce uno dei profili di maggiore attenzione rispetto alle previsioni dello schema di decreto sui limiti agli investimenti posto in consultazione dal Mef nel 2014, dove si stabilisce che l’investimento in tale classe di attivo dovrebbe essere contenuto entro la soglia del 30%. A fine 2018 le Casse per cui il peso degli immobili sul totale delle attività in gestione era superiore a tale soglia erano 6; tra di esse in un caso tale valore eccedeva il 50%. L’investimento immobiliare rappresenta, inoltre, la principale classe di attivo attraverso cui gli Enti pensionistici delle libere professioni veicolano risorse al tessuto economico nazionale.

In forte crescita risulta essere anche l’allocazione in Oicr. Tra il 2014 e il 2018 la quota di risorse investita in Oicr diversi da quelli immobiliari si è incrementata di 14 punti percentuali, passando dal 16,2% al 30,7% degli attivi. Se si considera la totalità degli investimenti in Oicr, includendo quindi nel conteggio anche quelli che hanno come sottostante beni immobili, si evidenzia come a fine 2018 la quota di risorse detenuta per il tramite di tali strumenti sia leggermente al di sopra dei 41 miliardi di Euro (47,2% del totale degli attivi).        

 

Per approfondire

Covip - Casse professionali quadro di sintesi 2018 sulle politiche di investimento

Categorie: Casse di previdenza Temi: Gestione finanziaria
  • Antonello Motronimotroni@mefop.it

    In Mefop dal 2006. Laureato in Economia e Commercio, si occupa di analisi economica e finanziaria ed è co-responsabile della gestione di Previ|DATA. Si occupa dei profili comunitari della previdenza integrativa.

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