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La Survey Mefop sulla Sanità integrativa: cosa è emerso dalle risposte della prima edizione?

Maria Dilorenzo / Chiara Costantino
03 luglio 2023
TEMI MEFOP
  • Sanità integrativa
  • Non autosufficienza
  • Invecchiamento e Longevità
ARGOMENTI
  • Ssn
DESTINATARI
  • Fondi sanitari

Lo scorso 20 aprile sono stati presentati i risultati della prima edizione della Survey Mefop sulla Sanità integrativa.

Il questionario online

Gli obiettivi della ricerca, la cui seconda edizione è già in corso, sono prioritariamente quelli di:

  • mappare il sistema, con particolare riferimento ai fondi sanitari già soci Mefop
  • analizzarne le caratteristiche in termini di scelte strutturali, organizzative e di offerta
  • creare networking e confronto a livello strategico tra tutti i soggetti che operano nel sistema
  • individuare linee di indirizzo per eventuali sviluppi futuri delle attività di Mefop.

La Survey è stata realizzata attraverso l’utilizzo di un questionario online, somministrato tra la primavera e l’autunno 2022, e ha come target di riferimento i fondi sanitari già soci Mefop.

Il questionario è composto principalmente da tre parti: la prima parte relativa alle informazioni generali sull’ente, la seconda inerente ai modelli organizzativi e la terza più focalizzata sui piani sanitari.

Parte I: informazioni generali

I fondi sanitari che hanno risposto al questionario – e partecipato quindi alla ricerca – sono 32 su un totale di 44 soci (al 2022, 50 ad oggi). Tali fondi rappresentano circa il 15% del totale degli iscritti alla sanità integrativa in rapporto agli ultimi dati pubblicati dall’Anagrafe dei fondi sanitari e relativi all’anno 2019. La totalità dei rispondenti ha compilato la parte qualitativa nella sua interezza, consentendo di poter commentare dati di rilevanza apprezzabile.

Con riferimento alle informazioni generali sull’ente (sezione prima) è emerso che il 68,8% dei fondi rispondenti ha natura negoziale ed è quindi rivolto ad una collettività ben definita di soggetti individuati in base all’appartenenza alla categoria contrattuale di riferimento del fondo. Solo il 9,4 % dei rispondenti ha dichiarato di essere un fondo interaziendale aperto, mentre il 21,9% si è definito quale fondo aperto all’adesione sia in via individuale che in via collettiva.

Eccetto un fondo, tutti i rispondenti hanno dichiarato di essere iscritti al registro dell’Anagrafe dei Fondi sanitari nella sezione b dedicata agli “Enti, casse, società di mutuo soccorso aventi esclusivamente fine assistenziale”. Il fondo che fa eccezione non è iscritto al registro dell’Anagrafe.

Come noto, la normativa sulla sanità integrativa non fornisce prescrizioni in merito alla forma giuridica che i fondi sanitari devono o possono assumere, ad oggi quindi il panorama risulta piuttosto variegato. In questo contesto, dalle risposte raccolte è emerso che la maggior parte (65,6%) dei fondi rispondenti ha adottato la forma giuridica dell’associazione non riconosciuta; il 15,6%, sempre optando per la forma associativa, ha richiesto e ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica; la stessa percentuale di fondi ha poi adottato la forma giuridica della società di mutuo soccorso. Solo un fondo ha dichiarato di essere una cooperativa.

Riguardo all’estensione soggettiva delle coperture, si evidenzia che solo il 3,1% dei fondi limita la copertura al lavoratore attivo. Il 69% dei fondi rispondenti include nella copertura i familiari a carico, i familiari non a carico e i pensionati.

A tal proposito, un numero limitato dei fondi (28,1%) prevede la sola copertura di base. Il 3,1% prevede che alla copertura base possa essere aggiunta una copertura integrativa per il solo iscritto. Il 6,3% prevede che la copertura integrativa sia attivabile solo per i familiari. La maggior parte dei fondi (62,5%) prevede invece che sia iscritti che familiari possano scegliere di integrare la copertura base con una formula ad hoc.

Parte II: modelli organizzativi

La seconda sezione del questionario è dedicata al tema dei modelli organizzativi adottati dai fondi sanitari rispondenti al questionario, con particolare riferimento alle professionalità presenti nei fondi e alle scelte in relazione alla gestione del rischio, amministrativa, della rete sanitaria e finanziaria.

In merito alle professionalità presenti, l’attenzione si è focalizzata su specifiche competenze di natura sanitaria, attuariale, legale e finanziaria e sulla scelta di internalizzare tali figure professionali o rivolgersi ad un consulente esterno.

Il tema della professionalità delle risorse presenti nei fondi è sempre stato centrale nelle riflessioni condotte con i fondi sanitari soci, la necessità di presidiare tutto il processo di gestione del fondo - dall'analisi della platea di assistiti all’individuazione degli obiettivi da perseguire alla definizione del piano sanitario e del relativo nomenclatore alla scelta e relativa implementazione del modello gestionale alla fase di monitoraggio amministrativo/contabile, patrimoniale/finanziario e tecnico/attuariale - richiede articolate competenze specialistiche.

Il quadro che ci è stato restituito da questa analisi è molto interessante e sicuramente in evoluzione rispetto al passato: l'87,5% dei fondi si è dotato di un esperto sanitario e di un esperto legale, il 75,0% di un esperto attuario e il 71,9% di un esperto di gestione finanziaria; si tratta principalmente di consulenti esterni fatta eccezione per le professionalità di natura finanziaria più spesso interne, pur non essendo quest’ultima l’attività core dei fondi sanitari.

La gestione amministrativa è prevalentemente internalizzata (53,1% dei fondi) o mista (34,4%), solo il 12,5% dei fondi ha dichiarato di esternalizzare l’attività. Provando ad incrociare il dato sulla gestione amministrativa con quello relativo alla gestione del rischio si evidenzia che i fondi auto assicurati hanno una gestione amministrativa totalmente internalizzata, diversamente i fondi che hanno optato per una delega del rischio hanno scelto una gestione amministrativa interna nel 25% dei casi, esterna nel 33,33% e mista nel 41,67%. I fondi che esternalizzano la gestione amministrativa o adottano un modello misto la affidano in tutto o in parte al service di riferimento del soggetto assicurativo, nei modelli misti generalmente il fondo gestisce le anagrafiche e i rapporti con gli iscritti mentre è delegata al service amministrativo la fase di liquidazione.

Passando al modello di gestione della rete sanitaria il 28,1% dei fondi ha internalizzato la rete sanitaria, gestendo autonomamente i convenzionamenti con le strutture erogatrici, il 53,1% dei fondi ha optato per un modello esternalizzato il 18,8% per un modello misto; i fondi con un modello assicurato optano principalmente per una rete sanitaria esternalizzata o mista, generalmente facendo riferimento a quella collegata al soggetto assicurativo.

La gestione finanziaria non è l’attività core dei fondi sanitari seppur circa 78,1% dei fondi rispondenti ha dichiarato di gestire le risorse finanziarie. La totalità dei fondi autoassicurati gestisce le risorse, il 66,7% lo fa internalizzando la gestione finanziaria, il 22,2% delega l’attività ad un gestore terzo e 11,1% ha adottato un modello misto. Anche nei fondi assicurati è prevalente chi afferma di prevedere una gestione finanziaria delle risorse (58,3%), dichiarando di fatto di aver accantonato negli anni un patrimonio da dover investire nei mercati finanziari. Guardando il solo dato di chi ha internalizzato la gestione finanziaria e incrociandolo con le informazioni relative alle professionalità presenti nei fondi si evidenzia che il 17,65% soggetti che internalizza la gestione delle risorse dichiara di non essersi dotato di professionalità di natura finanziaria, ci si chiede come vengano effettivamente intraprese le scelte relative agli investimenti.

Parte III: piano sanitario

La terza sezione del questionario è dedicata al piano sanitario con una particolare attenzione alle prestazioni legate all'odontoiatria, prevenzione e non autosufficienza, ambiti attorno ai quali si possono realizzare le sinergie più virtuose tra servizio pubblico e soggetti privati.

L’odontoiatria ha ormai rivestito un ruolo strategico sia nelle azioni di indirizzo del legislatore (cfr. dati su prestazioni vincolate) che nella definizione dei piani sanitari (il pacchetto “spese dentarie” assume un ruolo sempre più importante per la scelta della copertura). Il 96,9% dei fondi analizzati prevede coperture odontoiatriche, l'84,4% dei fondi le prevede in tutti i piani a prescindere dalle motivazioni legate all’attivazione.

Già da diversi anni i sempre più bassi tassi di natalità e la più alta aspettativa di vita stanno trasformando la forma della piramide dell’età; la conseguenza più importante sarà la marcata transizione verso una struttura demografica molto più anziana, uno sviluppo che è già evidente in diversi Stati membri dell'UE e ancor di più nel nostro paese.

Tali dinamiche impatteranno sempre di più sul costo a carico del servizio sanitario nazionale e sarà sempre più indispensabile una proficua collaborazione tra SSN e sistema privato; alcuni ambiti come, ad esempio, quello della prevenzione e della non autosufficienza assumono in questo contesto uno spazio fondamentale all’interno del quale i Fondi sanitari integrativi sono chiamati a giocare un ruolo attivo nell'affiancarsi al servizio sanitario.

L’81,3% dei fondi offre delle coperture legate alla prevenzione, nella maggior parte dei casi tali prestazioni sono inserite all’interno del piano sanitario (base oppure integrativo), una modesta percentuale dei soggetti intervistati ha invece previsto iniziative periodiche di volta in volta dedicate a particolari temi/prestazioni.

La riforma inaugurata con la Legge delega 33/2023 in materia di non autosufficienza della popolazione anziana apre una nuova stagione di riflessioni per il sistema pubblico e per gli operatori del welfare. È auspicabile che i fondi sanitari giochino un ruolo attivo in quest'ambito data la loro ormai ampia esperienza nella copertura in generale della fragilità, della malattia grave e della non autosufficienza. Il 93,8% dei fondi dichiara di offrire coperture di non autosufficienza, il 40% dei fondi lo fa con un modello gestionale auto assicurato e il 60% con un modello gestionale assicurato.

Le prestazioni offerte dai fondi sanitari in tema di non autosufficienza si dividono in due macrocategorie:

  1. prestazione di natura monetaria e quindi rendita o rimborso
  2. Erogazione diretta di servizi e attività in generale da parte dei fondi sanitari.

In generale sembrerebbe prevalere il supporto monetario alla cura, guardando però ai dati relativi ai fondi che affidano la copertura ad un soggetto assicurativo sembra emergere una tendenza nell’offerta di coperture combinate che prevedono sia una parte di erogazione monetaria sia una parte di assistenza e servizi.

Un’analisi più approfondita dei dati sarà presente nel prossimo numero di Prospettive.

Partecipa alla survey

 

Maria Dilorenzo
Mefop

In Mefop dal 2011. Laureata con lode in Economia dei Mercati e degli Intermediari Finanziari. Si occupa di analisi statistica, economica e finanziaria ed è co-responsabile della gestione di Previ|DATA.

Chiara Costantino
Mefop

In Mefop dal 2013. Laureata con lode in Giurisprudenza. Si occupa di consulenza legale e formazione, collabora alla redazione delle pubblicazioni giuridiche. È responsabile del servizio Alert.