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L’investimento in Oicr dei fondi pensione aperti
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In base a quanto previsto dal Manuale delle segnalazioni statistiche e di vigilanza, i fondi pensione forniscono informazioni in merito all’esposizione in:
- Oicr diversi dai fondi immobiliari, qualora l’allocazione sia superiore al 10% del patrimonio del comparto;
- Oicr immobiliari, a prescindere dal peso sul patrimonio;
- Fia diversi da quelli immobiliari, solo nel caso in cui abbiano un peso sul patrimonio superiore al 2%.
Dei 37 Fpa analizzati, l’investimento in Oicr risulta per 32 di essi. I fondi che non dichiarano di investire in Oicr potrebbero detenere tale asset ma in misura minore rispetto ai limiti richiesti ai fini della segnalazione. I Fpa investono in Oicr, un ammontare di circa 7,3 miliardi di euro. Quanto ai sottostanti, prevalgono i titoli di capitale (63,6%) e i titoli di debito (31,6%).

Facendo riferimento alla componente obbligazionaria investita tramite gli Oicvm, l’esposizione geografica è orientata in prevalenza verso il nostro paese (12,8%) e la Francia (12,2%). Agli Stati Uniti spetta una percentuale dell’8,5%, la restante parte si rivolge soprattutto verso gli altri paesi UE. Guardando alla valuta il 73,8% degli investimenti sono denominati in euro e il 19,2% in dollaro statunitense.
Quanto agli emittenti prevalgono gli Stati e altri organismi internazionali, con una quota del 66,3%; la parte restante viene emessa dalle imprese (16,3% imprese finanziare e 17,4% imprese non finanziarie). La gran parte dei titoli obbligazionari è di tipo investment grade (66,5%) e la duration è compresa tra tre e dieci anni nel 50% dei casi.
Analizzando gli Oicr non armonizzati, come per gli Oicvm, l’Italia risulta il primo emittente (33,7%). Al secondo posto si colloca la Francia con una percentuale del 25,4%. Oltre l’80% degli investimenti è denominato in euro e l’85,3% del patrimonio è emesso da imprese non finanziarie. La duration è inferiore o uguale a un anno nel 72,3% dei casi.


I titoli di capitale investiti tramite gli Oicvm sono esposti principalmente verso gli Stati Uniti (56,7%), seguiti dagli investimenti domestici che rappresentano una quota pari all’11% del patrimonio complessivamente investito. Dal punto di vista valutario prevale il dollaro statunitense, che incide per il 58,5%.
Con riferimento alla distribuzione settoriale, le risorse sono maggiormente orientate verso il comparto IT (23,9%), finanziario (17,6%) e industriale (14,4%). Per quanto riguarda gli Oicr non armonizzati, prevale, ancora una volta, l’investimento domestico (43,6%), seguono il Lussemburgo (12,2%) e il Regno Unito (11,8%). La ripartizione settoriale evidenzia una marcata preferenza ad investire nel settore Utilities (23,7%).


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