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Essere maggiormente rappresentativi

07/10/2019 - Augusto Monachesinessun commento

“È istituito presso il CNEL l’archivio nazionale dei contratti collettivi di lavoro (CCNL) presso il quale vengono depositati gli accordi di rinnovo e i nuovi contratti (legge 30 dicembre 1986, n. 936, art. 17).”

Di recente tale archivio è stato riorganizzato ed è stata resa disponibile una interessantissima serie di mappature che rendono ancora più utili le analisi che il Fondo ASIM, ma più in generale la bilateralità del nostro Settore, sta effettuando da tempo.
Per analizzare l’archivio nazionale dei contratti collettivi di lavoro, occorre prima illustrare lo scenario davanti al quale ci troviamo.

Presso il CNEL sono depositati (dati aggiornati a maggio 2019) 825 CCNL, suddivisi in 13 macrosettori.
Non è certamente questa la sede per esprimere giudizi sul proliferare del numero di CCNL, ma i dati assumono una dimensione sicuramente molto, forse troppo, dispersiva.

Selezionando i dati tra i contratti siglati da rappresentanze sindacali, appartenenti alle Confederazioni CGIL, CISL e UIL, vediamo come rispondono alle suddette esclusivamente 243 CCNL, mentre appartengono ad altre forme “sindacali” ben 582 contratti.
Spesso, e da più parti, viene trattato il tema della rappresentatività dei contratti nazionali di lavoro; cerchiamo quindi di approfondire ed esaminare il Settore che ci riguarda da vicino.

Il CNEL accoglie nel suo archivio al macrosettore “AZIENDE DI SERVIZI (AZIENDE ELETTRICHE, GAS E ACQUA, TELECOMUNICAZIONI, PULIZIA FACILITY MANAGEMENT SERVIZI INTEGRATI, CONI SERVIZI E FEDERAZIONI SPORTIVE - cod. K)” 45 CCNL.
32 dei 45 riguardano il settore “Servizi Ambientali e Pulizie e Multiservizi”; di questi, solo 5 sono stati sottoscritti dalle confederazioni sindacali che fanno capo a CGIL, CISL e UIL.

Analizzando ancora più nel dettaglio, servendosi delle mappature effettuate dal CNEL con i codici contratto utilizzati ai fini INPS e quelli ATECO, possiamo dimensionare il settore di nostra pertinenza, testimoniare in maniera scientifica la rappresentatività del nostro contratto e, in ultimo, ma non meno importante, fissare un più preciso target/benchmark per le attività di inclusione che sta svolgendo da tempo il Fondo ASIM.
L’Istat, seppure con dati aggiornati al 2016, ci dice che gli addetti al settore “attività di pulizia e disinfezione” (cod. ATECO 812) sono 436.947.
Questo numero comprende tutti i lavoratori coinvolti, a prescindere dalla tipologia di impresa (individuale, di persone o società).
Altri 142.320 sono gli addetti alle “attività di raccolta dei rifiuti” (cod. ATECO 381). Riassumendo, e ricomponendo la mappatura fornita dal CNEL relativa al settore “Servizi Ambientali e Pulizie e Multiservizi” (codice CNEL K5_ _), abbiamo una importantissima platea di 579.267 addetti. Ma soffermiamoci solo sull’attività di pulizia e disinfezione (cod. ATECO 812 - 436.947 addetti).

Secondo le classificazioni CNEL rispondono a questo raggruppamento 3 contratti nazionali di lavoro sottoscritti da rappresentanze sindacali facenti capo alle confederazioni CGIL, CISL e UIL mentre, come già evidenziato in precedenza, ben 27 CCNL dei 32 totali non vedono tra i loro firmatari CGIL, CISL e UIL né associazioni datoriali appartenenti a Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, “Artigianato CNEL”, “Cooperative CNEL” o ABI.

Quali sono, quindi, questi 3 CCNL?

L’INPS codifica al numero 119 il “CCNL per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi”, a cui noi apparteniamo, con il codice 120 quello relativo alle Imprese Artigiane e con il codice 340 quello relativo a Confcommercio.
Secondo i dati INPS fornitici da Italia Previdenza (SISPI), i 3 CCNL evidenziati sommano (utilizzando i dati medi anno 2016 per garantire l’allineamento temporale con quelli Istat) 419.716 addetti pari quindi al 96% del totale.

È evidente come la rappresentatività nel settore sia garantita ampiamente dalle suddette forme contrattuali sottoscritte da tali rappresentanze datoriali e sindacali.

Va notato, in particolare, che le rappresentanze sindacali firmatarie di tutti e tre i contratti fanno capo a FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTRASPORTI-UIL.
Veniamo ora ad esaminare, in dettaglio, come il Fondo ASIM risponde alla platea dei lavoratori a cui si applica il Contratto Collettivo Nazionale per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi che l’INPS ha visto applicato nel 2018 (dati medi) a 322.718 lavoratori.

Il Fondo ASIM nel 2018 ha garantito, in media, la copertura a 190.696 lavoratori.

Considerando che al Fondo, come stabilito dal CCNL, si devono iscrivere solo i lavoratori assunti a tempo indeterminato, possiamo confrontare il dato degli iscritti con quello del CCNL di riferimento (fonte INPS- SISPI) limitatamente a questa categoria di lavoratori che, nel 2018, è stata mediamente di 255.066, si può quindi affermare che il Fondo ASIM ha raggiunto il 74,76% della sua platea. Questo dato di penetrazione deve essere visto come risultato straordinario se si pensa che i dati si riferiscono ad un periodo di operatività di soli 4 anni e che il Settore è costituito da migliaia di imprese le quali, quasi sempre, trovano i propri lavoratori dislocati su vaste aree del territorio nazionale e in molteplici cantieri con ridotta densità operativa.

In conclusione quindi non vi è alcun dubbio che, quando si tratta di “contratti di lavoro maggiormente rappresentativi” negli appalti del nostro settore, la scelta percorribile è inequivocabile.
Da questa consapevolezza, suffragata anche dalle rilevazioni dei dati forniti da INPS, Istat, CNEL e dagli Enti della Bilateralità del settore (Fondo ASIM e ONBSI), è maturata la decisione del Consiglio Direttivo del Fondo ASIM di pianificare e condurre una campagna di informazione e di sensibilizzazione rivolta direttamente alle stazioni appaltanti. Verrà richiamata, senza mezzi termini, la necessità che queste vigilino sulla scelta del CCNL applicato dalle imprese appaltatrici a garanzia di una corretta concorrenza nelle gare di appalto e della tutela dei lavoratori.


Da sottolineare con determinazione che la corretta applicazione del contratto nazionale di lavoro passa attraverso la sua “integralità” che si ottiene anche iscrivendo i lavoratori alle forme di bilateralità previste, come il Fondo ASIM per la sanità integrativa (art.66 del CCNL) e l’ONBSI quale ente bilaterale nazionale.

Altra informazione inequivocabile che i dati ci dimostrano - anche ex post - è che la strategia di comunicazione pianificata dal Consiglio Direttivo del Fondo e realizzata dalla Presidenza sia stata quella vincente. Prova ne è che, in poco più di 4 anni, si sono raggiunte performance di loss ratio e di frequenze degne di un fondo maturo (se ne parlerà in dettaglio negli interventi dei prossimi numeri); risultati realizzati attraverso l’ampliamento della platea degli iscritti che ha raggiunto percentuali di penetrazione, rispetto al target del mercato di riferimento, di tutto rispetto.

 

Categorie: Fondi sanitari Temi: Sanità integrativa, Welfare integrato
  • Augusto Monachesi

    Alla guida operativa del Fondo ASIM dal 2015 e dell’Ente Bilaterale settore Pulizie/Multiservizi ONBSI dal 2017, Managing Consultant. Esperto di Ri/Assicurazione, Change Management, Operations.

    www.linkedin.com/in/augustomonachesi

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