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I flussi in uscita dei Fondi pensione italiani

18/05/2020nessun commento

In questo numero di Pillole di Previ|DATA analizziamo i flussi in uscita dei Fondi pensione negoziali ed aperti con dati annui 2019.

Tra le prestazioni che hanno un peso più rilevante sul totale dei flussi in uscita dei fondi pensione (29,5% nei Fpn e 16,6% nei Fpa), ci sono quelle pensionistiche erogate agli iscritti, in capitale o in rendita.

La prestazione in capitale è quella prevalente: Fpn e Fpa hanno liquidato complessivamente 1,5 miliardi di euro, pari al 96,2% delle prestazioni pensionistiche. Le rendite rappresentano una quota residuale (33,4 milioni di euro nei Fpn e 26,5 milioni di euro nei Fpa, in tutto pari al 3,8%). 

Tra le varie tipologie di rendite, le più richieste dagli iscritti sono la vitalizia immediata, la controassicurata e la reversibile; mentre nei Fpn non sono presenti rilevanti distinzioni di preferenza, i Fpa si contraddistinguono per una significativa domanda di rendita vitalizia immediata (63,9%). 

Nel corso del 2019, la RITA (rendita integrativa temporanea anticipata) è stata erogata per un ammontare complessivo di 15,5 milioni di euro nei Fpn e di 16,3 milioni di euro nei Fpa.

Tra le prestazioni erogate prima del pensionamento, le voci più rilevanti sono rappresentate dalle anticipazioni e dai riscatti, sia nei Fpn (rispettivamente il 23,4% e il 20,2% dei flussi in uscita complessivi) sia nei Fpa (11,2% e 9,9%).

Nel 2019 i fondi pensione negoziali hanno erogato anticipazioni per 996,8 milioni di euro, di cui, rispettivamente il 43,1% per acquisto o ristrutturazione della prima casa e il 50,4% per ulteriori esigenze; le ultime, in particolare, sono le più utilizzate in quanto rispondono ai bisogni di flessibilità degli iscritti. La restante parte fa riferimento alle anticipazioni per spese sanitarie (6,5%). Tra i fondi pensione aperti si riscontrano valori più contenuti, con un totale di 209,2 milioni di euro, ripartiti in modo simile ai Fpn tra le diverse tipologie di anticipazioni. 

La normativa prevede la possibilità di riscattare la posizione accumulata dall’iscritto nel fondo pensione al verificarsi di alcuni eventi: nel 2019 i Fpa hanno erogato 12.143 riscatti per un totale di 186,4 milioni di euro, molto meno dei Fpn (61.596 riscatti, per un ammontare complessivo di 863,8 milioni di euro). In entrambi i casi la motivazione prevalente è la perdita dei requisiti di partecipazione, motivo del 72,8% dei riscatti nei Fpn e il 66,1% nei Fpa.

I trasferimenti in uscita degli aderenti verso altre forme pensionistiche (351,8 milioni di euro nei Fpn e 337,5 milioni di euro nei Fpa, pari rispettivamente all’8,2% e al 18,0% dei flussi in uscita) di solito non coincidono con un cambiamento della tipologia di fondo: il 41,0% dei trasferimenti in uscita da Fpn è verso altri Fpn, e il 48,4% di quelli in uscita da Fpa riguarda altri fondi dello stesso tipo. Sono comunque presenti anche i trasferimenti verso Fpp e Pip. 

Infine i trasferimenti verso altri comparti dello stesso fondo rappresentano una delle voci di uscita principali: 767,6 milioni di euro nei Fpn (pari al 18,0% dei flussi totali in uscita) e 814,7 milioni di euro nei Fpa (il 43,4% dei flussi in uscita).

 

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Categorie: Fondi pensione Temi: Pillole di Previ|DATA

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