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La fiscalità dei premi per coperture assicurative long term care

01/06/2017 - Flavio De Benedictis5 commento/i

Da quest’anno si è ampliata la disciplina fiscale riguardante i premi versati a fronte di una polizza a copertura del rischio di non autosufficienza nel compimento di vita quotidiana.

In primo luogo si ricorda che per i premi versati direttamente alla compagnia di assicurazione, a fronte di una polizza stipulata da un contribuente, beneficiano del regime di detrazione dall’Irpef lorda ai sensi della lett. f) del primo comma dell’art. 15 del testo unico delle imposte sui redditi. Nel dettaglio, dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 19% del premio per assicurazione avente ad oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, il cui contratto deve avere le caratteristiche di cui al dm finanze del 22 dicembre 2000. L’importo complessivamente detraibile per polizze long term care (LTC) non può essere superiore a 1.291,14 euro, al netto dei premi aventi ad oggetto il rischio morte o invalidità permanente detraibili entro una soglia massima di 530,00 euro (soglia elevata a euro 750 relativamente ai premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave come definita dalla legge 104/1992). La detrazione spetta anche se i premi per polizze LTC sono stati versati nell’interesse delle persone fiscalmente a carico, fermo restando il limite complessivo di 1.291,14 euro. Ai fini della detrazione si escludono le somme eventualmente dedotte ai fini della determinazione dei singoli redditi che concorrono a formare il reddito complessivo e si tiene conto anche dei premi di assicurazione in relazione ai quali il datore di lavoro ha effettuato la detrazione in sede di ritenuta alla fonte.

Disciplina fiscale sui premi polizze-ltc

Come noto, la copertura LTC può essere fornita sia in via autonoma ma anche in abbinamento ad altre coperture assicurative o a forme di previdenza complementare. In tal caso, l’art. 2 del succitato dm finanze 22 dicembre 2000 precisa che rimane ferma la specifica disciplina fiscale dei premi relativi a ciascuna forma assicurativa o previdenziale. Per l’effetto, i contributi versati a un fondo sanitario o a un fondo pensione a fronte di una copertura assicurativa LTC beneficeranno del più favorevole regime di deducibilità dal reddito complessivo o di esclusione dalla formazione del reddito di lavoro dipendente (e non del regime di detraibilità) secondo gli ordinari plafond annuali della sanità integrativa e della previdenza complementare, pari rispettivamente a 3.615,20 euro e 5.164,27 euro.

Dal 1° gennaio 2017, inoltre, è stata inserita dal comma 161 dell’art. 1 della legge 232/2016 (legge di bilancio 2017) una ulteriore tipologia di fringe benefit: in base alla nuova lett. f-quater) del secondo comma dell’art. 51 del tuir, dunque, non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente i contributi e i premi versati dal datore di lavoro a favore della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana o aventi per oggetto il rischio di gravi patologie. Per tale fattispecie, le caratteristiche delle prestazioni LTC devono rispondere alla definizione di cui all’art. 2, comma 2, lettera d), numeri 1) e 2), del d.m. lavoro, salute e politiche sociali del 27 ottobre 2009. Questa nuova previsione normativa di esclusione dal reddito di lavoro dipendente dei premi per prestazioni LTC potrebbe incentivare una maggiore diffusione dei piani di welfare aziendale, con specifico riguardo alla copertura del rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana. 

 

Categorie: Fondi sanitari Temi: Fisco

COMMENTI

  1. Re: Deducibilita' assicurazione ltc

    inviato da Flavio De Benedictis il 5 Gennaio 2018

    Salve, su tale argomento non mi risultano pronunciamenti espliciti da parte degli uffici centrali dell'Agenzia delle entrate.
    Personalmente sarei dell’opinione che la società possa dedurre questa tipologia di premi assicurativi ai fini della determinazione del reddito di impresa soggetto ad Ires al pari di qualunque altra voce di compenso erogato all’amministratore. In altri termini, non ravviso ragioni per riservare un diverso trattamento fiscale rispetto a premi versati per polizze a copertura di rischi extraprofessionali.
    Dal punto di vista dell’amministratore, il premio andrebbe considerato come un “compenso in natura”. L’amministratore dovrebbe considerare le somme versate dalla società all’impresa di assicurazione come attinenti all’attività di lavoro autonomo e quindi imponibili.
    Solo se la funzione di amministratore venga svolta a titolo di collaborazione (ma sulla natura giuridica del rapporto intercorrente tra società e amministratore si rileva anche una giurisprudenza di legittimità non uniforme) potrebbe trovare applicazione il regime di esenzione di cui alla lett. f-quater) del secondo comma dell’art. 51 del tuir, al ricorrere dei relativi presupposti.
    Non si può escludere, tuttavia, che singoli uffici territoriali delle Entrate possano disconoscere la deducibilità in capo alla società dei premi in questione. Solo un documento di prassi amministrativa pubblicato dall'Agenzia delle entrate potrebbe fornire un quadro interpretativo di maggiore certezza.

  2. Deducibilita' assicurazione ltc

    inviato da Riccardo il 1 Gennaio 2018

    Qual'e'invece il trattamento fiscale di un assicurazione individuale ltc con contraente azienda,assicurato amministratore e beneficiario amministratore?In questo caso e a differenza delle polizze infortuni,stipulabili in forma 24h o rischi professionali o rischi extraprofessionali,che percentuale di rischio puo'essere ritenuto inerente all'attivita'?Non credo sia fiscalmente corretto ne'scaricarla per intero ne'assoggettarla interamente in busta come fringe benefit.Esiste un orientamento dell'agenzia delle entrate in merito?

  3. e i versamenti integrativi?

    inviato da jacopo il 6 Giugno 2017

    Grazie!

  4. e i versamenti integrativi?

    inviato da Flavio De Benedictis il 5 Giugno 2017

    Per il nuovo regime di esclusione dal reddito di lavoro dipendente, di cui alla lett. f-quater del secondo comma dell'art. 51 del tuir, è richiesto che i contributi o premi per una copertura LTC siano versati dal datore di lavoro a favore della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti. Salvo diverse indicazioni da parte delle Entrate in una circolare esplicativa di prossima emanazione, il versamento integrativo effettuato a una compagnia per incrementare una copertura assicurativa difficilmente si potrebbe qualificare come importo versato dal datore di lavoro a favore della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti. Per l'effetto, su tali premi il datore di lavoro effettuerà la detrazione in sede di ritenuta alla fonte (nel rispetto della percentuale e dei limiti di cui alla lett. f del primo comma dell’art. 15 del tuir) con evidenza dei relativi importi nel modello CU.

  5. e i versamenti integrativi?

    inviato da jacopo il 5 Giugno 2017

    Buonasera, con riferimento alla possibilità per il dipendente di incrementare la copertura attraverso un versamento integrativo, sempre per il tramite del datore di lavoro con trattenuta in busta paga, ritenete che il riferimento normativo sia sempre la lettera f-quater? Ovvero, è il datore di lavoro che deve effettuare la detrazione direttamente in busta paga e poi certificarla nel modello CU? Grazie.

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