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Cosa aspettarsi dalla prossima Legge di Bilancio?
- Sanità integrativa
- Fondi sanitari
Quando si ragiona sul futuro della sanità in Italia non si può prescindere dall’invecchiamento della popolazione e dalla necessità di adeguare il Servizio sanitario nazionale all’allungamento della vita, garantendo non solo più anni, ma anche una buona qualità di vita.
Queste considerazioni si legano indissolubilmente alla capacità del Servizio sanitario nazionale di sostenere nuovi bisogni di cura, tra cui quelli legati alla non autosufficienza e alla Long Term Care, che rappresentano una delle principali sfide per la sostenibilità futura del sistema sanitario e che potrebbero trovare spazio nella prossima Legge di Bilancio.
Il quadro finanziario resta tuttavia complesso. La recente conferma del rapporto deficit/PIL al 3,1% nel 2025 mantiene l’Italia nella procedura europea per disavanzo eccessivo e restringe gli spazi disponibili per nuovi interventi di spesa. In questo contesto, sono in corso le interlocuzioni tra Ministero della Salute e Ministero dell’Economia e delle Finanze per definire possibili interventi normativi e le relative risorse, con l’obiettivo di dare una risposta strutturale ai nuovi bisogni di assistenza.
La Long Term Care nel dibattito istituzionale
Nel corso dell’attuale legislatura sono stati diversi i momenti in cui è emerso un dibattito rilevante sul tema della Long Term Care e specialmente in relazione alla sanità integrativa. Il punto di partenza è stata l’indagine conoscitiva sulle forme integrative di previdenza e assistenza sanitaria avviata nel 2022 su iniziativa del presidente della Commissione Affari sociali del Senato, Francesco Zaffini (FdI). L’obiettivo dell’indagine conoscitiva è di approfondire il ruolo della sanità integrativa e il possibile rafforzamento del raccordo tra Servizio sanitario nazionale e strumenti complementari di tutela, soprattutto rispetto ai bisogni assistenziali non pienamente coperti dal sistema pubblico.
In questo contesto, la non autosufficienza è emersa come uno degli ambiti principali di intervento. Un primo tentativo di tradurre questo orientamento in misure concrete è arrivato con la legge di Bilancio 2026, esaminata dal Senato tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Nel corso dell’iter sono state presentate proposte, tra cui quelle di Massimo Garavaglia (Lega) e Paola Mancini (FdI), volte ad ampliare gli strumenti di copertura del rischio LTC attraverso la previdenza complementare. Le misure non sono confluite nel testo definitivo della manovra, ma hanno contribuito a portare la Long Term Care al centro del confronto parlamentare.
L’ultima fase del confronto è rappresentata, in ordine cronologico, dalle risoluzioni sul riordino della sanità integrativa presentate in Commissione Affari Sociali del Senato da Francesco Zaffini (FdI) e Sandra Zampa (PD), già sottosegretaria alla Salute nel Governo Conte II. Le due proposte si collocano nel solco del lavoro avviato con l’indagine conoscitiva citata in precedenza, affrontano il tema del ruolo futuro della sanità integrativa nel sistema sanitario italiano. La risoluzione di Francesco Zaffini (FdI) individua nella sanità integrativa un pilastro complementare al SSN, con l’obiettivo di ampliare la platea degli assistiti, estendere le coperture ai familiari, garantire la continuità delle tutele anche dopo il pensionamento e sviluppare strumenti dedicati alla non autosufficienza e alla Long Term Care, soprattutto legati ai fondi sanitari sulla falsariga del modello tedesco. Su questo punto, si ricollega anche la risoluzione di opposizione presentata da Sandra Zampa (PD) che però si sviluppa sulla necessità di salvaguardare la sostenibilità del finanziamento pubblico del SSN, ponendo l’attenzione sul rapporto tra agevolazioni fiscali, finalità assistenziali ed effettivo ritorno sociale della sanità integrativa.
Le priorità della Legge di Bilancio 2027 in ambito sanitario
La questione della non autosufficienza potrebbe essere affrontata, infine, dalla legge di Bilancio 2027, ultima manovra della legislatura, in un quadro caratterizzato da risorse limitate e da un iter parlamentare che vedrà cambiare gli interlocutori rispetto alla precedente legge di Bilancio. Il provvedimento sarà infatti esaminato in prima lettura dalla Camera dei deputati ed è possibile che il testo verrà modificato, come ormai avviene da molti anni, solo da un ramo del Parlamento.
Secondo quanto riportato nelle ultime settimane, il Ministero della Salute avrebbe quantificato, in alcune riunioni preparatorie con il MEF, in circa 5,5 miliardi di euro aggiuntivi la richiesta di risorse per il 2027 rispetto alle risorse già previste a legislazione vigente. La somma complessiva, considerando anche gli incrementi già incorporati nel Fondo sanitario nazionale, porterebbe nelle richieste del Ministero a circa 6,5 miliardi di maggiori risorse. Non è ancora chiaro se l’accordo politico porterà all’inserimento delle misure sulla Long Term Care nel testo base della Legge di Bilancio o se ci saranno possibilità di inserire tali misure tramite emendamenti parlamentari.
Nel confronto sulla prossima manovra, le priorità indicate dal Ministro della Salute Orazio Schillaci sono numerose, anche alla luce del percorso del nuovo Piano Sanitario Nazionale, destinato a definire gli obiettivi strategici del SSN dopo un lungo periodo senza un nuovo strumento generale di programmazione: rafforzamento del personale sanitario, con la prosecuzione del piano straordinario di assunzioni; miglioramento dell’accesso alle prestazioni, attraverso interventi sulle liste d’attesa e sulle tariffe della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza ospedaliera; rifinanziamento del Fondo nazionale non autosufficienza; contenimento delle pressioni derivanti dalla crescita della spesa per farmaceutica e dispositivi medici; continuità degli interventi su prevenzione, salute mentale e rafforzamento dei servizi territoriali.
La legge di Bilancio 2027 si inserisce quindi in una fase di trasformazione del sistema sanitario, nella quale il rafforzamento del SSN e la definizione del ruolo degli strumenti complementari di tutela rappresentano due elementi centrali del confronto sul futuro della protezione sanitaria.
Cristiano Gatti
Laureato in Scienze Politiche, ha studiato Governo delle Amministrazioni a Padova specializzandosi in governo locale e politiche partecipative. Ha studiato Governo e Politiche presso la Luiss di Roma con una tesi sul rapporto tra welfare society e sharing economy. Dal 2016 collabora con il Centro Italiano Studi Elettorali. Durante gli anni universitari, ha fatto parte di Students For Liberty. È stato presidente del gruppo romano dal 2015 al 2018. In NOMOS dal 2017, si occupa di monitoraggio, Public Affairs e degli approfondimenti tematici e politico-elettorali.