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Sanità integrativa: cosa ne pensano gli italiani

Andrea Testi
04 luglio 2016
TEMI MEFOP
  • Sanità integrativa
ARGOMENTI
  • Indagine campionaria
DESTINATARI
  • Fondi sanitari
  • Cittadini

La quinta edizione dell’indagine campionaria Mefop effettuata nel dicembre del 2015 presenta al suo interno una inedita sezione dedicata al welfare sanitario
L’indagine è stata svolta su 1200 lavoratori dipendenti privati, pubblici, autonomi/indipendenti equamente ripartiti tra aderenti e non aderenti ai Fondi pensione. 

In primis è interessante notare come le principali preoccupazioni degli italiani per il proprio futuro siano la malattia e la non autosufficienza (oltre un quarto del campione). Nella precedente indagine del 2012, solamente l’11% degli intervistati dichiarava che la salute era la principale preoccupazione per il futuro.
Tale confronto conferma come in questi ultimi anni il bisogno di una tutela a livello sanitario sia particolarmente sentita dalla popolazione. 

L’indagine del 2015 si pone come obiettivo quello di conoscere l’opinione degli italiani sulla capacità del sistema sanitario pubblico di tutelare i propri bisogni e sull’importanza o meno di un sistema sanitario privato integrativo. 

Il 79% degli intervistati dichiara di dover integrare le prestazioni offerte dal SSN con risorse private. Di questi, il 33% afferma che dovrà ricorrere in modo importante alle proprie risorse mentre il 46% dovrà integrare utilizzando solo una piccola parte delle proprie risorse. 

Sono soprattutto i lavoratori con una fascia di età compresa tra i 35 e i 54 anni a dichiarare di dover attingere a risorse private (84%). Solamente l’11% dei lavoratori afferma che il servizio sanitario nazionale è/sarà in grado di coprire completamente le proprie necessità. 

Tuttavia, nonostante la maggior parte dei lavoratori sia consapevole che il sistema di welfare pubblico non è più sufficiente e deve essere necessariamente integrato, questi non vedono il fondo sanitario come lo strumento principale per tutelare tale necessità; la maggior parte degli intervistati – il 40% -  preferisce utilizzare altri strumenti di risparmio privato. 
Solamente il 24%, infatti, riconosce il fondo sanitario come lo strumento idoneo a tale scopo. 

Analisi e risultati simili emergono anche per quel che riguarda il mondo della previdenza (per oltre l’80% degli intervistati la previdenza pubblica è inadeguata; solamente il 33% vede i fondi pensione come lo strumento idoneo).

Le numerose e diverse preoccupazioni per il futuro (perdita del lavoro, salute, pensione), unite alla bassa capacità di risparmio e alla mancata conoscenza del funzionamento dei sistemi di welfare privati, portano il cittadino a preferire forme di risparmio più flessibili e meno vincolati. 
Eppure resta (ed è forte) la consapevolezza da parte dei lavoratori italiani di una mancata adeguatezza, oggi e in futuro, dei sistemi di welfare pubblici; questa circostanza offre ai principali attori (fondi pensione e fondi sanitari) un’opportunità da cogliere subito. 

La sfida che gli investitori privati di welfare dovranno vincere nei prossimi anni, per poter raggiungere la propria mission e rendere il sistema sociale italiano un modello efficiente ed efficace, è quella di riuscire ad accreditarsi tra i cittadini attraverso una più capillare diffusione dei servizi offerti e dei bisogni che vengono tutelati.  Solo attraverso una maggiore conoscenza dei fondi sanitari e dei fondi pensione il cittadino avrà effettivamente la capacità di scegliere il miglior sistema di tutela integrativo

Per approfondire

Fondi pensione e welfare integrato: conoscenze e percezioni degli italiani. Materiali con i risultati della recente indagine campionaria Mefop presentati alla GNP 2016

 

 

 

Andrea Testi
Mefop

In Mefop dal 2006. Laureato in Economia e Commercio, si occupa dei progetti on demand di comunicazione, organizzazione e consulenza.